I migliori telefilm in onda [2014]

Se le sitcom non sono messe molto bene, lo stesso non si può dire delle serie televisive. C’è moltissima scelta tra televisione generalista, canali via cavo e Netflix.
Vi devo dire che io continuo a preferire i prodotti della televisione generalista che secondo me è troppo bistrattata: c’è pieno di roba di qualità se si sa cosa cercare. E poi ci sono tante serie che magari non hanno la qualità di Breaking Bad, ma sono comunque godibili. In ogni caso anche quest’anno… ecco quali sono secondo me i migliori

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Sleepy Hollow

Sleepy Hollow

Trama in breve: Ichabon Crane arriva, grazie ad un sortilegio, nella Sleepy Hollow dei giorni nostri.
Commento: Non era facile a mio avviso riuscire a costruire un qualcosa di interessante sulla base di un reboot di Sleepy Hollow ma ci sono riusciti. E’ un buon telefilm che, come già detto, riesce ad amalgamare bene vari stili narrativi. Ci sono elementi comici, drammatici e horror.
Consigliata a: Se vi piaceva Buffy (con le giuste proporzioni) Sleepy Hollow potrebbe essere qualcosa di adatto a voi.
Voto: 2/5.

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Le migliori SitCom in Onda [2014]

Benvenuto di nuovo, Settembre. Da amante dei telefilm quale sono, ti aspettavo con ansia. Dopo tre mesi d’attesa, finalmente ricominciano le serie televisive! Anche quest’anno, possiamo andarne orgogliosi, siamo sopravvissuti ai Cliffhanger!

Ricominciamo dunque e ricominciamo, come al solito, dalle sitcom. Purtroppo credo che il genere sitcom sia vagamente in crisi in questo periodo. Ci sono stati presentati molti concept validi negli anni, ma poi fanno fatica a trovare successo e non durano mai molto. Delle sitcom cominciate l’anno scorso se ne salvano pochissime e l’unica davvero degna di nota è Brooklyn Nine-Nine. Inoltre quest’anno alcune sitcom in lista sono finite o sono state fatte concludere, per cui quest’anno la lista delle sitcom sarà brevissima. In più Parks and Recreation e Cougar Town stanno per entrare nella loro ultima stagione. La vedo nera per il genere.
Può essere che il prossimo anno “Le migliori sitcom in onda” possa tramutarsi in “Le migliori comedy in onda”.

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Brooklyn Nine-Nine

brooklyn nine nine cast

Brooklyn Nine Nine

Trama in breve: La tranquilla vita dei detective della centrale di Brooklyn Nine-Nine sta per cambiare: c’è nuovo capitano in circolazione.
Commento: C’è un cast spettacolare guidato da Andy Samberg, che per la sua interpretazione del detective Jake Peralta si è portato a casa un Golden Globe, e da Andre Braugher, che avevo molto apprezzato in Last Resort e che come comico fa morire. C’è una buona trama di fondo. Ma soprattutto c’è una scrittura molto, molto buona. Ecco tre buoni motivi per cui dovreste recuperare Brooklyn Nine Nine se non l’avete ancora fatto
Consigliato a: gli amanti delle comedy alla Parks and Recreation e a The Office.
Voto: 3/5 (potrebbe anche essere più alto, ma voglio vedere prima la seconda stagione prima di gridare alla meraviglia)

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3 Giorni senza Connessione: una storia di sopravvivenza

Sono rimasta meno di tre giorni senza connessione ad internet. Da martedì pomeriggio fino a giovedì sera tardi. E’ stato un incubo. Non sto scherzando. In questi giorni sono partita con un nuovo lavoro. Ogni nuovo lavoro richiede un periodo di tempo di adattamento. Specialmente questo che è piuttosto grosso. E la connessione decide di morire. Nel mentre, oltre il nuovo lavoro, ne sto seguendo altri quattro. E mi arriva la richiesta di un preventivo su un tipo di lavoro che non ho mai fatto. E giovedì mi arriva una richiesta urgente di un’analisi SEO. “Fottuto fattore S“, penso io. La frustrazione mi rende ostile. Arrivano due email. Sono email interessanti. Le ignoro totalmente. Cancello un pranzo. Cancello un appuntamento di lavoro. Cancello una visita ad una mostra che finisce il 7 settembre e che quindi non riuscirò a vedere.

stare tre giorni senza connessione wifi

Un incubo

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I Telefilm del 2013 – Come è andata a finire?

serie tv 2013 cancellazioni e rinnovi

Le Serie 2013 tra rinnovi e cancellazione: com’è finita?

E’ sempre più difficile per la televisione generalista conquistare i telespettatori. Da quando ho iniziato questa rubrica, tre anni fa, i telefilm che hanno avuto successo e che si sono guadagnati il rinnovo sono davvero pochi. E’ un problema di mancanza di idee?
Be’ alcuni telefilm non sono un granché e si capisce da subito che sono destinati ad avere vita breve, ma il vero problema è che la televisione sta cambiando e che le televisioni generaliste fanno fatica ad adattarsi al cambiamento.
Le serie di Netflix (House of Cards, Orange is the New Black) come quelle trasmesse dai canali via cavo (Breaking Bad, Mad Men, Games of Thrones) hanno avuto un successo esagerato. Da una parte c’è un nuovo modo di vedere la televisione (il “binge watching” è un fenomeno recente) e da una parte la qualità che portano i protagonisti della televisione del futuro è davvero più alta.
In tutto questo poi volendo ci si può mettere Youtube che sta producendo cose davvero molto interessanti. Abbiamo iniziato con “Anyone but me” (tre stagioni, guest-star eccellenti, serie in vendita in dvd) e siamo arrivati a “The Lizzie Bennet Diaries”. E in mezzo ci sono tutti quegli Youtuber che non fanno web-series ma che comunque producono contenuti interessantissimi da vedere e che comunque insomma sono altri concorrenti.
Parlerei dell’evoluzione della televisione americana per ore, ma non è questo il modo e il momento, quindi… ricapitoliamo il destino delle serie televisive dell’anno scorso.

Sleepy Hollow
Com’è finita: L’idea di un telefilm su Sleepy Hollow non mi aveva entusiasmato troppo all’inizio (“uff, un altro reboot?”), ma poi il promo mi aveva incuriosito. Sleepy Hollow è stata una delle sorprese dell’anno scorso, gli ottimi ascolti gli hanno garantito senza troppi patemi una seconda stagione. Personalmente mi è piaciuto molto, ha saputo mescolare bene vari elementi narrativi e anche se ogni tanto cade in qualche strafalcione lo trovo un telefilm solido. I complimenti vanno fatti anche al cast

Brooklyn Nine-Nine
Com’è finita: Era la comedy che aspettavo con più ansia per tanti motivi e non mi ha deluso. Gli ascolti si sono mantenuti buoni ma non eccezionali, ma sia la serie sia Andy Samberg si sono portati a casa un Golden Globe, per cui il rinnovo era quasi scontato. L’atmosfera ricorda moltissimo quella di Parks and Recreation (le serie hanno diversi punti in comune) ed è per questo che mi piace tantissimo.
Menzione d’onore a Andre Braugher: semplicemente fantastico!

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Lavorare da casa: pro e contro

Essendo una freelancer di Web Marketing collaboro con diverse realtà in diverse parti di Italia, per cui lavoro per la maggior parte da casa. L’ispirazione per questo post arriva da un’interessante discussione su r/italy, a cui ho anche preso parte, ho però pensato che l’argomento è interessante e valeva la pena tornarci in maniera più approfondita. Dicevamo quindi… ah sì, lavorare da casa!

Lavorare da Casa – I pro

1. Gli orari

Lavorando da casa non hai degli orari rigidi come in ufficio. Per me è un vantaggio, ma mi rendo conto che potrebbe essere diverso per altri. Personalmente sono sempre stata una di quelle persone che rende di più la sera, per cui con l’orario gestibile posso tranquillamente dormire più a lungo la mattina e recuperare nel dopo-cena.
C’è anche da dire che gli orari gestibili sono una prerogativa soprattutto dei freelancer. Chi lavora da casa per un’azienda/agenzia/società potrebbe essere comunque obbligato a mantenere gli orari “di ufficio”.

2. Risparmio di soldi

Lavorando da casa non mi devo spostare, quindi risparmio i soldi della benzina, di posteggi e di mezzi pubblici. Questo è evidente, ma spesso non si ci rende conto che c’è anche un altro tipo di risparmio. Lavorando da casa, non ho motivo di andare al bar, di passare dalla macchinetta del caffè e non devo pensare alla pausa pranzo.
Tanto per darvi un’idea… io bevo tanto Estathè e al supermercato il brick di Estathè costa circa 50 centesimi, anche meno se prendi il pacco risparmio, al bar invece costa esattamente il doppio (ma in alcuni bar può arrivare a costare il triplo).

3. La mia postazione è MIA.

La mia postazione lavoro

La mia postazione lavoro

Ho creato la mia postazione lavorativa esattamente come la volevo.
L’anno scorso, quando ho iniziato la mia attività di freelancer, ho investito un po’ di risparmi per rendere la mia postazione e i miei gingilli tecnologici più funzionali possibili.
Passo la gran parte del mio tempo seduta davanti al computer, quindi ho alzato la mia scrivania di circa 10 centimetri: era davvero bassa e non era una buona cosa per la mia schiena.
Ho comprato un nuovo computer e ho aggiunto un nuovo schermo per aumentare la mia produttività (e anche perché è strafigo). Ho anche un PC portatile che di solito uso per le presentazioni ai clienti, ma che a volte mi serve per fare prove.
E poi ho decorato tutto con un poster di Leslie Knope, una lava-lamp, un pupazetto della Sampdoria e altre amenità varie: anche questo aiuta.

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Come i Social Mi Aiutano a Convivere con l’Ansia

Era il Febbraio del 2006. Avevo 19 anni e mezzo. All’inizio scambiai quelle prime avvisaglie per un virus, un qualcosa che mi ero presa a Londra e che non voleva lasciarmi. Quello che ancora non sapevo, a quel tempo, era che stavo manifestando le mie fasi iniziale del Disturbo d’Ansia Generalizzato, quello che alcuni di voi magari conosceranno come Anxiety Disorder.

Prima di potervi parlare di come i social mi hanno aiutato e continuano ad aiutarmi a convivere con l’ansia, ho bisogno di farvi capire alcune cose.

Sono Anxiety Girl! Sono una super-eroina!

Sono Anxiety Girl! Sono una super-eroina!

Non parlo molto di questa parte della mia vita, di questa parte di me che combatte una giornaliera battaglia contro l’ansia. Vedete l’ansia è una cosa normale, naturale, persino importante, in piccole dosi. La mia ansia è continua, è debilitante, è ciò che non mi fa vivere in maniera “normale”. E’ difficile parlare di queste cose per me per due motivi. Prima di tutto perché è qualcosa di estremamente intimo. In secondo luogo perché ansia, attacchi di panico, depressione sono cose viste negativamente, c’è uno stigma. Scrivere questo post è una scommessa con me stessa. Era qualcosa che volevo fare da molto, ma che fino ad adesso non avevo avuto il coraggio di fare.

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Vuoi far crescere il tuo business sul web? Ecco cosa devi fare

Fai un passo avanti: ecco come puoi far crescere il tuo business e la tua azienda con il web marketing

Fai un passo avanti: ecco come puoi far crescere il tuo business e la tua azienda con il web marketing

Hai un sito web e vuoi far crescere il tuo business? Ti spiego come. Inanzitutto è importante che tu sappia che avere un sito web non è più sufficiente. Ce l’hanno tutti un sito web ormai. Per far crescere il tuo business, hai bisogno di qualcosa di più. Il tuo obiettivo è quello di portare al tuo sito persone che ancora non conoscono il tuo business.

1. La SEO è indispensabile.

In un mondo in cui i siti sono sempre di più, qual è il modo per riuscire a raggiungere nuovi clienti? La risposta è la SEO. SEO sta per Search Engine Optimization e qualcuno dice che è morta, ma lo dicono da anni, quindi non credeteci: la SEO si evolve, ma è sempre importante. In parole povere la SEO, se fatta bene, può aiutarti ad avere un buon posizionamento sulle parole chiave del tuo settore, in questo modo potrai essere trovato più facilmente anche da chi non conosce la tua attività.
Hai bisogno di più informazioni? Non c’è problema. Puoi leggere il mio post “Cos’è la SEO?” in cui ne spiego le basi.

2. Il tuo sito deve essere responsive

Sempre più persone oggi navigano da smartphone, molte da tablet. Questa è la realtà di oggi. Il tuo sito deve vedersi bene da ogni tipo di schermo e da ogni tipo di dispositivo. Il tuo sito, in sostanza, deve essere responsive.

Chi naviga da dispositivi mobile deve essere in grado di vedere il tuo sito al meglio. Un utente che non riesce a visualizzare bene il tuo sito web, dal tuo sito ci esce. Non avere un sito responsive significa perdere potenziali clienti.

Inoltre recentemente Google, tramite Matt Cutts, ha affermato che dovete pensare al mobile ORA. Questa è una velata minaccia, in un certo senso.

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