A proposito di Hootsuite…

Qualche settimana fa ho richiesto di diventare ambasciatore Hootsuite. Hootsuite è stato una costante negli ultimi anni. E’ uno dei pochi programmi a cui non riesco a rinunciare. Lo scorso venerdì tramite Twitter è arrivata la conferma: sono diventata ambasciatore di Hootsuite. E ora? E ora vi parlo di Hootsuite, direi.
Tanto tempo fa (2011) ho partecipato ad un corso di web marketing il cui insegnante era Enrico Giubertoni. E’ stato lui che mi ha presentato Hootsuite. E da allora non l’ho più lasciato. Al momento lo trovo il miglior programma di Social Media Management.

Parliamo di Hootsuite

Hootsuite: Social Media Dashboard

Quali sono i punti di forza di Hootsuite?

Per rispondere a questa domanda devo dirvi perché uso Hootsuite. Principalmente mi serve per programmare post sui vari Social Network. Oltre a questo però mi piace molto la possibilità di creare Team di lavoro. E la dashboard di lavoro mi permette di tenere sotto controllo ogni cosa, compresi account diversi insieme.

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Link Building: parliamone!

Girando su vari gruppi di Facebook dedicati alla SEO e al Web, ho notato che ci sono persone che si interrogano sulla Link Building. Ho deciso che vale la pena di parlarne, perché c’è parecchia confusione sull’argomento che è molto interessante, seppur complicato.
Oggi parliamo della link-building Acrossnowhere Style

Una Link Building Solida

Link Building, parliamone

Cominciamo dalle basi: cos’è la link building?

Traducendo letteralmente stiamo parlando di “costruzione di link“. La Link Building è una parte della SEO atta all’aumento dei link in entrata verso un sito web.

La Link Building è importante?

Diciamo di sì. Si tratta di un discorso abbastanza complicato. Una volta era forse la parte più importante di una strategia SEO, oggi non lo è più, ma comunque ha il suo peso. E’ sempre importante avere dei link che rimandano ad un sito.

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Anno nuovo? Apro un blog!

blog

Siamo all’inizio dell’anno. E’ il momento in cui le persone lavorano sodo per far diventare i loro buoni propositi di fine anno delle solide realtà. Sono sicura che tra voi c’è qualcuno che ha pensato:”Quasi quasi apro un blog“.
Ebbene, ho imparato qualcosa in questi undici anni da blogger e ho deciso di essere per voi quello che Virgilio fu per Dante. Alla fine di questa guida sarete pronti per aprire un blog (forse)

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Tumblr: mega post di fine anno!

Prima della fine dell’anno è giusto dedicare un po’ di tempo a Tumblr, il mio social media preferito. E’ un po’ che non ne parlo e c’è tanto da dire. Abbiamo tante cose di cui discutere, è stato un 2014 piuttosto pieno, quindi andiamo dritti al punto.

I dati

Tumblr è ufficialmente il social media dalla crescita più veloce. Non solo Tumblr ha aumentato i suoi utenti, ma ha anche quasi triplicato i suoi utenti attivi. I dati non mentono: 400 milioni di utenti, 200 milioni di blog attivi e un tempo medio di visita di 30 minuti per utente. Questi dati rendono Tumblr incredibilmente appetibile per il webmarketing, soprattutto per chi ha bisogno di rivolgersi ad un target giovane. Detto questo sono sempre tantissimi quei brand che non conoscono Tumblr, che non lo sfruttano a dovere e che non sanno come usarlo. Ve l’avevo già detto: lo state sottovalutando.

la-crescita-dei-social-network-e-di-tumblr

La crescita dei Social Media

 

Tumblr Funziona (se lo sai usare): l’esempio di Denny’s

Denny’s è una catena di fastfood americana, una specie di Starbucks che incontra Burger King, specializzata in colazioni con pancake e waffle. Denny’s non è un brand riconoscibile come quello di Starbucks. Basti pensare che Starbucks è conosciutissimo anche in Italia, pur non essendo presente nel bel paese, mentre Denny’s… Questo però sta cambiando, grazie a Tumblr.

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Diventi fan della mia pagina Facebook? Ma anche no

Quanto ti odio

Quanto ti odio

E’ capitato a tutti. Sei lì su Facebook a cazzeggiare a lavorare e ti arriva una notifica. “Pinco pallino ti ha invitato a mettere Mi piace su una pagina“. E improvvisamente senti un’emozione nuova crescere dentro di te: è l’odio che ti avvolge.
Scherzi a parte, non sono del tutto contraria ai suggerimenti e capisco che sia importante iniziare in un modo o nell’altro, ma ci sono delle regole quando chiedi a qualcuno di mettere “Mi piace” ad una pagina.

La persona è interessata?

La prima cosa che ti devi chiedere è questa: la persona a cui stai mandando l’invito potrebbe essere interessata? E’ una domanda a cui è facile rispondere alla fine, basta avere qualche accortezza prima di mandare l’invito.

Iniziamo dicendo che non conoscere abbastanza un amico su Facebook da sapere se può essere interessato o meno non è una scusa. Nel dubbio lascia perdere. Altrimenti spendi cinque minuti della tua vita per controllarne il profilo. Sui Social condividiamo quello che ci interessa, per cui basta davvero poco capire i gusti di una persona.

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Si Chiama Blog

In questa immagine la mia scrivania nel 2005. Sullo schermo potete notare il mio photoblog

In questa immagine la mia scrivania nel 2005. Sullo schermo potete notare il mio photoblog

Il 20 Novembre scorso questo sito ha compiuto i suoi primi tre anni, ma Acrossnowhere.net non è il mio primo blog. Ho iniziato la mia carriera di blogger nel lontano Maggio 2004.
Il forum che moderavo all’epoca aveva integrato la funzione blog e io la provai subito. Il mio primissimo blog si chiamava “Show me an Angel” ed era un blog nel vero senso della parola, la descrizione era “una pagina di diario, frasi, pensieri… nient’altro“. Durò pochissimo, un paio di mesi dopo cambiai titolo e descrizione. “Show me an Angel” divenne “Black Stones”, “Black stones” era “Il diario alla Bridget Jones di un’imbranata adolescente”. Avevo appena compiuto diciotto anni e il blog non era uno strumento di marketing. Il blog era il diario online. Ho anche avuto un photoblog per un certo periodo (vedi foto: appare nello schermo)

Il blog del forum mi stava stretto. Decisi di allargare i miei orizzonti e di trasferirmi su iobloggo.com, dove aprii “Sin City – Don’t hate me, because I’m POPular”.
Sin city, per quanto sia incredibile, non fu un omaggio al film che uscì in quegli anni. Non avevo idee su come chiamare il blog, quindi aprii il dizionario di inglese, capitai su “SIN” e mi venne naturale pensare a “Sin City”. Il blog a questo punto rimaneva sempre un diario online. Parlavo di ogni cosa, senza pensare alla SEO o al web-marketing. Commentavo notizie di politica, facevo recensioni a film e libri, scrivevo della scuola (Sin City nacque nel maggio 2005, un mese prima della maturità) e dell’università, discutevo delle mie serate con gli amici: usavo il blog come diario online, ci scrivevo tutto quello che mi passava per la testa.
Abbandonai SinCity nello stesso periodo in cui scoprii Tumblr, tra il 2008 e il 2009. E per due anni e mezzo utilizzai solo Tumblr, poi nel Maggio 2011 aprii AcrossNowhere su WordPress e poco dopo, il 20 Novembre per l’appunto, comprai questo dominio e… ora siete qui che leggete questo post.

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Google Alerts VS Talkwalker Alerts

Saper ascoltare è importante. E’ una buona regola nella vita. E’ fondamentale quando si lavora con i Social Media. Si ascolta per capire cosa dice la gente di noi e si ascolta per essere sempre preparati su quello che sta succedendo intorno a noi. Per ascoltare bisogna avere gli strumenti giusti e uno dei più conosciuti e usati è Google Alerts: puntuale e preciso arriva ogni giorno nella mia casella di posta elettronica. Qualche tempo fa però ho attivato anche Talkwalker Alerts, dopo che l’amico Merlinox ne aveva parlato in un suo post. Ormai uso Talkwalker dall’inizio della scorsa estate, quindi ho deciso di scrivere qualcosa sull’argomento.
N.B. Siccome molti di noi conoscono già molto bene Google Alerts, mi soffermerò a parlare soprattutto di Talkwalker.

Talkwalker Alerts – Le cose buone

Partiamo dal principio e diamo subito una stellina a Talkwaker Alerts per la semplicità d’uso: è facile iscriversi, è facile settare i propri alerts, è facile modificare o cancellare le query.
La maggior parte dei miei alerts è in italiano, ma per sperimentare un po’ ho attivato anche anche query in inglese. I risultati che ogni volta mi propone TalkWalker Alerts sono tanti e diversi tra loro. Un altro aspetto positivo è che Talkwalker Alerts divide i risultati in “News”, “Blog” e “Discussion” in modo piuttosto chiaro. Il design di Talkwalker Alerts è ben curato, molto più leggibile di Google Alerts.

Talkwalker Alerts – Le cose un po’ meno buone

Il design più curato e più leggibile di Talkwalker Alerts è anche un design sostanzialmente più pesante. Non è di per sè un difetto ma a volte capita che la mia connessione sia veloce quanto un bradipo morto e le email di Talkwalker ci mettono di più a caricarsi rispetto a quelle di Google.

Il vero difetto di Talkwaler però è un altro. Non sempre fa una buona selezione degli articoli proposti. E’ capibile se gli chiedo di mandargli tutti i risultati disponibili invece che quelli migliori. Per esempio io ho attivato l’alerts “Dolci”, che mi rendo conto essere vagamente generico, e mi sono ritrovata un articolo di arredamento.it che parlava di arredi bagno (sotto per altro veniva invece segnalato un update sul triste caso di Elena Ceste, anche questo completamente fuori dalla mia ricerca).

talkwalker alerts

Dolci… WC?

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