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Gli ideali nell’epoca dei Social Media

Arcobaleno in Scozia 2004

Arcobaleno in Scozia 2004

Qualche tempo fa è uscita la notizia che negli Stati Uniti il matrimonio è considerato un diritto universale per gli esseri umani e che quindi il diritto a sposarsi è stato allargato anche alle coppie LGBT. In sintesi: gli Stati Uniti legalizzano il matrimonio gay e allargano i diritti delle coppie eterosessuali anche alle coppie dello stesso sesso.
Il mio facebook si è animato subito. Ho letto molti commenti entusiasti. La mia newsfeed era tutta un arcobaleno. Questo mi ha reso felice.
Non ho mai esattamente nascosto la mia opinione in proposito. Sono sempre stata a favore dei matrimoni gay. (Sì, sono a favore anche delle adozioni). Ho partecipato a questo momento storico, condividendo uno status su Facebook e utilizzando l’hashtag che Barack Obama ha utilizzato su Twitter: #LoveWins.
Poi ho deciso di fare qualcosa in più e ho cambiato la mia immagine del profilo che è diventata arcolabeno, grazie alla nuova fanzione Facebook “Celebrate pride“.
Condividere uno status è un conto. La mia privacy è settata in modo tale che solo i miei amici vedano ciò che condivido, ma l’immagine del profilo possono vederla tutti e mi sono chiesta se fosse una buona idea. Quant’è giusto esporsi sui social media? In che modo? E’ giusto censurare i propri ideali perché non tutti potrebbero essere d’accordo?

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La SEO, il primo posto su Google e il Panda

Il primo posto su Google non esiste. Facciamocene una ragione. Ciao, mi chiamo Elisa, per lavoro mi occupo di SEO e non posso promettere il primo posto su Google perché il primo posto su Google non esiste. Cerco di spiegarmi meglio. Per il modo in cui Google funziona al momento non è possibile né garantire il primo posto su Google (e di questo ne avevo già parlato) né capire quale sia esattamente il primo posto su Google.

Il miglior risultato di ricerca per te

Ogni ricerca su Google produce dei risultati unici. A seconda da dove navighi, in che lingua e in base alle tue ricerche precedenti, Google ha un’idea ben precisa di te. Sapendo chi sei, Google ti offre dei risultati di ricerca su di te.
Per spiegare questa cosa di solito utilizzo l’esempio del Panda.
“Panda” significa tante cose. Panda è l’adorabile orso cinese bianco e nero che mangia Bambù. Panda è l’auto della Fiat. Panda è un anti-virus. Panda è anche un aggiornamento SEO di Google. Cercando “Panda” su Google è un’esperienza divertente, perché probabilmente ognuno di noi avrà dei risultati differenti.
Io ho provato a cercare Panda e questo è stato il risultato

Esempio Panda2

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Prima e dopo i Cookie

Il 29 maggio scorso ho installato Dynamic Cookie Blocker e ho iniziato a bloccare tutti i cookies. Nell’home-page le cose vanno abbastanza bene, ma nei post ancora non riesco a bloccare i cookie di Disqus. Il motivo per cui non riesco a bloccare disqus è perché non sono esattamente una programmatrice, quindi non so dove mettere le mani dall’editor di wordpress. Dovrei fare con il vecchio sistema e scaricarmi tutto il sito da FTP e modificare alla radice, cosa che un po’ mi preoccupa.
Tutto questo per dirvi che nonostante me la cavi abbastanza con i codici, con wordpress e con i cookie, faccio comunque fatica a mettermi in regola.
E poi su Wired è uscita un’intervista al garante sulla privacy che, invece di fare chiarezza, fa ancora più confusione. ValigiaBlu ha scritto un lungo post sull’argomento.

legge sui cookie effetti su analytics

Nel frattempo su Analytics i primi effetti della legge sui Cookie

Nel frattempo oggi ho aperto Analytics e sorpresa: questo sito è passato da 60/70 visite al giorno a 6/8 visite al giorno. Combinazione vuole che questi nuovi dati arrivino proprio quando ho fatto l’anonimizzazione di Analytics e ho inserito Dynamic Cookie Blocker sul mio sito.
La mia ipotesi è che il blocco cookie funzioni molto bene, che molte persone non clicchino sull’accettazione dei Cookie e che quindi non parta il mio contatore di visite. I dati di analytics quindi sono del tutto inutili a questo punto. Un’altra cosa che mi farà molto comunicare ai miei clienti, soprattutto visto che uno degli effetti della SEO è proprio l’aumento delle visite.

L’ho già detto che la legge sui Cookie è un cagata pazzesca? Mi serve ribadire che è una strada di opportunità perse.

La legge sui Cookies – Parte 2

Legge sui cookies come mettersi a norma

La Legge sui Cookies – Parliamone

La legge sui Cookies del garante della privacy entrerà in vigore il prossimo due giugno. Siamo ancora tutti in alto mare.
La domanda che molti mi fanno è: come ci si può mettere a norma? Che è un po’ una domanda trabocchetto, perché per capire come mettersi a norma bisogna capire quali sono i cookies generati dal vostro sito.
La stragrande maggioranza dei siti web ha in essere solo cookies tecnici e cookies di terze parti. Il grosso problema della legge italiana, rispetto a quello europea, sta in questo. Secondo la legge italiana i cookies di profilazione, anche quelli di terze parti, vanno bloccati fin al consenso dell’utente, consenso che può essere effettuato non solo cliccando su “Accetto” sul banner, ma che può essere dato facendo un’azione sui siti web (scrollando, cliccando, etc).

Oltre al blocco preventivo dei Cookies, c’è la questione del banner. Ne ho visti diversi, di banner, ma quasi tutti sono fuori norma. Il banner deve essere in evidente discontinuità col sito. L’utente deve notarlo. Non va nascosto. Lo scopo del banner è informare l’utente che il sito in cui si trova utilizza cookies di profilazione. Nel banner dovrà essere inserito anche un link alla privacy policy in cui viene nel dettaglio specificato quali sono i cookies che vengono utilizzati dal sito e i link alle rispettive privacy policy dei siti di terze parti.

Tecnicamente per fare il blocco preventivo dei Cookies ho trovato due plugin. Il primo, che mi sembra abbastanza completo, è CookieBot che ha un costo che parte dai 4 euro al mese e arriva fino ai 29 euro al mese a seconda del numero di pagine che ha il sito web.
In alternativa è stato sviluppato un plugin per WordPress che si chiama Dynamic Cookie Blocker, ha un costo decisamente più accessibile: 25 euro una tantum per sito web, ma se ne avete molti siti web ci sono dei pacchetti con diverse licenze che costano meno. Dynamic Cookie Blocker è stato sviluppato in Italia e conosco, di fama, una delle persone che ci ha lavorato.
E’ importante dirvi che né CookiesBot né Dynamic Cookie Blocker generano la policy. Per quella il consiglio è quello di rivolgersi a Iubenda, partner tecnico del garante, al costo di 19 euro l’anno.

Edit del 25/05: io scelgo Dynamic Cookie Blocker

Ho valutato attentamente dal punto di vista tecnico i vari servizi disponibili per il blocco dei Cookies, compresi, oltre quelli citati, Iubenda che offre una sua soluzione apposita e i gratuiti Italy Cookies Choice e Cookie Consent.
Alla fine sono arrivata alla conclusione che il migliore, il più facile da usare e il più completo sia Dynamic Cookie Blocker che è quello che sceglierò per me. Con il sistema Dynamic Cookie Blocker posso pure tenermi Adsense senza difficoltà, perché non va a modificare il codice.
Per tutti i siti al di fuori di WordPress che hanno problemi solo con la questione Cookie di terze parti generati da Social e da Analytics consiglio invece Cookie Consent. In alternativa, per una protezione maggiore, c’è CookieBot che forse è più completo, considerando che fa anche il controllo Cookie. Il problema di Cookie Consent e CookieBot (e anche di Iubenda) è che i loro sistemi di blocco cookie sono da implementare a mano ed è un processo lungo e noioso (inoltre comunque inutile per Adsense: non si può modificare il codice di Adsense)
Per quanto riguarda Italy Cookie Choice: se funzionasse sarebbe una figata. Ha qualche problema, ma per il futuro potrebbe essere una bella sorpresa.

Aggiungo anche ho sentito vociferare che ci sarà un incontro tra Adsense Italia e il garante della privacy questa settimana. Possibili novità? Vi terrò aggiornati.

Ricordo comunque che queste ovviamente sono, come si dice a Genova, “tapulli”, ovvero tappabuchi. Si tratta di soluzioni fai-da-te e sostanzialmente automatizzate, per cui c’è sempre un rischio di non essere effettivamente a norma. Per essere certi di essere in regola a mio avviso bisogna rivolgersi ad un programmatore che vi analizzi il sito web e vi individui i cookies, quindi rivolgersi ad un avvocato per capire cosa fare di questi cookies e quindi poi di nuovo si ritorna dal programmatore con le direttive per i cookies.

Tutto questo sempre considerando una situazione comunque lineare, il cui problema è rappresentato solo da Cookies di terze parti. In caso il vostro sito generi cookies di profilazione propri allora la cosa diventa più delicata, visto che c’è anche la comunicazione al garante e i 150 euro di costo di segreteria. In questo caso le sanzioni sono molto più alte (si parte dai 20.000 euro)

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Avviso: Spengo Adsense (Legge sui Cookies)

Legge sui cookies in italia. ne vale la pena?

La Legge sui Cookies è il motivo per cui toglierò Adsense da questo blog

Il prossimo 2 Giugno entrerà in vigore la legge sui cookies del garante della privacy. Personalmente ci sto capendo molto poco e sto cercando di informarmi al meglio per essere in piena regola. La cosa però non sembra essere facile come sembra, perché ci sono diversi punti oscuri su cui ho diversi dubbi.
So già che mettere a norma questo blog mi costerà tempo e denaro (e mal di testa). Mi sto seriamente chiedendo se ne valga la pena per un sito che fa 2000/3000 visite al mese e che ultimamente non riesco a seguire quanto mi piacerebbe. Alla fine però AcrossNowhere.net è un pezzo di cuore.

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L’ABC della condivisione su Twitter

Ci sono diversi servizi che offrono bottoni social di condivisione per blog e siti web. Io uso ShareThis: lo trovo facile e funzionale sia per me che per i miei utenti.
E’ bene ricordarsi che la condivisione Twitter è importante.  Ho deciso di fare una lista di 5 cose a cui stare attenti, quando si parla di condivisione su Twitter, perché troppo spesso vedo fare grossi errori.

1. La lunghezza del tweet.

Un Tweet è 140 caratteri. La condivisione di un post deve comprendere il titolo dello stesso, il link e a volte anche il nome dell’account twitter collegato al post: tutto questo deve stare in 140 caratteri.

la lunghezza di un tweet è 140 caratteri, ricordalo quando attivi la condivisione con i bottoni social: nella foto engage non rispetta i limiti

Engage fallisce la prova dei 140 caratteri

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Differenti tipi di cugini

C’è un grande nemico nella vita di chi fa web marketing. Quel nemico si chiama “Cugino”. Ci sono tanti tipi di cugini con cui combattiamo ogni giorno. E’ un po’ una sfida tra il bene e il male.
Scherzi a parte, una delle sfide in questo settore è contro gli improvvisati. I cugini sono questi: sono improvvisati se va bene, dannosi se va male.

Chi sono i cugini?

Che il web e i social siano sempre più importante l’hanno capito tutti. Quello che però è difficile far comprendere è che il web marketing è una cosa seria, non va improvvisato. Molte persone infatti preferiscono far da sé o rivolgersi a parenti e ad amici “smanettoni” invece che ad un professionista. Questi ultimi sono i famigerati cugini.
Il cugino non è per forza un cugino, è più che altro una figura mitologica: può essere un fratello, una cognata, una figlia, un nipote, un amico, un amico di amici. Il cugino però non è quasi mai un professionista del settore, di solito è uno che è “bravo su Facebook”

professionisti di web marketing vs cugini

Il cugino ha il Mac solo perché fa figo

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