La Stagione dei Pilot – 2011 [Parte 1]

Ringer

Ringer

E’ settembre: si torna a scuola, l’autunno è dietro l’angolo, le foglie degli alberi diventano rosse e ricominciano i telefilm. Questo mese è anche conosciuto, per chi parla nerdese fluentemente, come “stagione dei pilot”.
Per chi, come me, ha deciso di votare la sua vita alle serie televisive americane e inglesi, questo è anche uno dei momenti che si aspetta con più ansia.
Seguiamo le voci dei nuovi format da gennaio, aspettiamo con ansia gli upfronts di maggio per sapere cosa ci aspetterà, passiamo l’estate a fare progetti (“io guarderò quello e quello. E poi forse quest’altro, perché…”) e poi finalmente è il momento, è arrivata l’ora, possiamo finalmente capire cosa ci aspetta. Sicuramente quel telefilm che stiamo aspettando con ansia, da quando abbiamo visto il promo, avrà sei stagioni e un film! (Dieci punti stima a chi capisce la citazione).

L’anno scorso fu una brutta annata per i nuovi telefilm. Sono sopravvissuti in pochi e le cose che erano interessanti furono cancellate per mancanza d’ascolti (Lone Star, oh, quanto mi manchi). Dell’anno scorso io ricordo con piacere Nikita, Raising Hope e Happy Endings, che ha avuto vita travagliata, ma che alla fine ce l’ha fatta.
Quest’anno la situazione sembra diversa. Ci sono molte cose interessanti e mi sono detta:”Potrei pure vederli tutti, i pilot, quest’anno” e il mio “inner” Barney Stintson ha risposto:”Challenge Accepted!”.
E’ domenica 18 settembre ed è appena finita la prima settimana di pilot. Ecco le mie considerazioni.
(Potrebbero esserci spoiler, uomo avvisato mezzo salvato)

Ringer

Ringer segna il ritorno in televisione di Sarah Michelle Gellar, indimenticata Buffy, e c’erano moltissime aspettative intorno a questo nuovo telefilm.

Com’è andata?

Controllando le recensioni su internet sembra che ci siano due grandi filoni di pensiero: quelli che l’hanno adorato e quelli che pensano sia una schifezza.
La storia delle due gemelle Shioban e Bridget, interpretate entrambe da una magnifica Sarah Michelle Gellar, è senza dubbio intrigante, ma è anche vero che gli autori ci mettono di fronte a moltissimi filoni narrativi, difficili da seguire.
Cosa nasconde Shioban? Vuol far uccidere la sorella? Chi è il bambino chiamato Sean? Cosa ha fatto Bridget di tanto grave?
E potrei andare avanti per mesi.
La vera domanda è questa in realtà: saranno capaci gli autori di non perdersi in mezzo alle mille storyline che vengono accennate in questo pilot? Voglio dire, avere un telefilm con due gemelle identiche, una delle due creduta morta e l’altra che ne prende il posto fa molto telenovela, quindi chi scrive dovrà tenere in considerazione questo e non affidarsi solo il talento del cast (oltre alla sempre mitica Sarah, abbiamo anche Ioan Gruffudd e Nestor Carbonell).
Il vero difetto comunque rimane il brutto CGI nella scena in cui le due gemelle sono in barca (anche se la voce è che sia un omaggio ai vecchi film noir).

Giudizio finale

Le prossime puntate ci aiuteranno a capire meglio. Per ora ci hanno presentato solo personaggi e domande a cui rispondere, ma è un telefilm che ha delle potenzialità. Potenzialità di essere un buon telefilm e di crescere. Potenzialità di essere una brutta telenovelas.
Staremo a vedere.

Up All Night

Christina Applegate, Will Arnett e Maya Rudolph compongono il cast della nuova commedy NBC, Up All Night.

Com’è andata?

Mi trovo in difficoltà a parlare di questo telefilm, perché non ha evidenti mancanze ma non è neanche superlativo, è semplicemente nella norma. Fa sorridere, ma niente di più e questo pilot altro non è che una versione più lunga del promo, andato in onda mesi fa.
Questa sitcom vuole essere uno sguardo onesto e senza sentimentalismo sulla maternità/paternità, ma alla fine non mi dà molto ed è un male, perché adoro Christina Applegate e Will e Maya sono tanta manna.

Giudizio finale

Rimango dubbiosa. Mi chiedo se magari sono io il problema. Voglio dire sono senza figli e questo è comunque un telefilm che parla di genitori in crisi.
Fa sorridere comunque.
Gli darò un altro paio di puntate, prima di scartarlo.

Free Agents

Free Agents è il remake di una serie inglese con lo stesso nome. Alex ha appena divorziato, mentre il fidanzato di Helen è morto già da un anno. Sono anche colleghi di lavoro e, ubriachi, finiscono a letto insieme. E qui comincia tutto.

Com’è andata?

L’ho adorato! I personaggi, che a volte ricadono nei classici clichè da commedia romantica, nel complesso hanno una loro distinta personalità e non risultano patetici.
Non è facile, per altro, parlare di un tema come la morte della persona amata in una comedy, ma gli autori se la cavano benissimo a mio avviso.
I personaggi di contorno, tra cui salta fuori un ottimo Anthony Head, sono altrettanto bravi e strappano più di un sorriso, anche se sono ancora delle macchiette.
I personaggi di Alex e Helen, interpretati da Hank Azaria e Kathryn Hahn, hanno chemistry e si muovono bene insieme.
Carino anche lo sguardo sull’ufficio di PR in cui i protagonisti lavorano.

“Non sono bravo a mentire”
“E fai il PR?”.

Giudizio finale

Per ora è decisamente promosso. Vedremo se riuscirà a confermarsi e come andranno gli ascolti.

The Secret Circle

E’ un teen-drama soprannaturale della CW firmato da Kevin Williamson (muori!) (Ho un po’ di risentimento represso dai tempi di Dawson’s Creek, non fateci caso). Le premesse non erano delle migliori per una che ormai non è più un’adolescente da un po’. Ma d’altra parte neanche gli attori protagonisti lo sono.

Com’è andata?

Ho finito di vedere l’episodio e ho cominciato a dire parolacce.
Questo show è ben fatto.
Sono stata 42 minuti incollata allo schermo del mio computer e questo mi ha sorpreso. Nonostante un promo veramente figo, non mi aspettavo mi sarebbe piaciuto, perché io sono un po’ snob coi telefilm e pensavo già di scrivere, in questa mia recensione, che questa serie televisiva è già la preferita dai bimbominchia. Invece no, mi ritrovo di fronte ad un prodotto che è buono (ma sarà comunque amato dai bimbiminchia, questo è un dato di fatto).
The Secret Circle è avvincente, ha dei buoni colpi di scena, un cattivo convincente e un mistero che ti tiene incollato alla sedia.
Certo, è comunque un teendrama della CW e c’è un triangolo amoroso che è già inutile e scontato (e se il mio istinto trash ha ragione forse è anche un quadrato).

Giudizio finale

Ovviamente la scorsa puntata è finita con un bel cliffhanger, quindi sarò costretta a vedermi almeno la seconda, e soprattutto sono costretta a consigliarvelo.
E’ buono, non c’è altro da aggiungere.

Il Ritorno della settimana – Parenthood

Nel mezzo dei nuovi pilot sono anche tornate alcune delle nostre serie televisive più amate. Questa settimana si parla di Parenthood, arrivato alla sua terza stagione.

Com’è andata?

E’ andata bene. Eh sì, gran parte del merito è Max che dice che guarda Friday Night Lights. Hai degli ottimi gusti, Max!
No, scherzi a parte… la gang dei Braverman è tornata ed è come se questi mesi estivi non fossero mai passati. Una delle migliori doti di Jason Katims è che rimane fedele ai suoi personaggi.
Inoltre c’è Adam leggermente ubriaco e tutta la famiglia che balla insieme. Cosa può esserci di meglio per iniziare una nuova stagione?
Mi aspetto di vedere un po’ più di Drew però che rimane sempre senza storyline.

Giudizio finale

Ci aspetta una stagione interessante. Adam e Crosby diventeranno soci in affari? Sarah si metterà finalmente con il prof figo? Riusciranno Julia e Joel ad adottare un bambino (senza l’aiuto di Lady Gaga?).
Se non guardate Parenthood, aspettate dicembre e recuperatelo durante la pausa natalizia. Se già lo guardate, bravi! Ottima scelta!

N.B. Questo post era originariamente pubblicato su TVZapper

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.