La Stagione dei Pilot – 2011 [Parte 3]

Pan Am

Pan Am

E’ arrivato Ottobre e questo significa che mancano solo 4 settimane ad Halloween! Ehm, scusate, è che a me piace davvero molto Halloween.
La scorsa settimana ho notato di essere stata un po’ drastica nei miei giudizi. Purtroppo quando si vedono in media 25 show a settimana si tende ad essere ipercritici per evitare di aggiungerne altri dieci. E poi essere ironica e cattiva mi riesce meglio.
Siamo quindi arrivati alla terza settimana della nuova programmazione e per un po’ non ci sarà nulla di nuovo, ciò che rimane di nuovo verrà trasmesso ad ottobre inoltrato, quindi a meno che non mi vengano in mente entusiasmanti idee per una nuova serie di articoli non ci sentiremo per un po’.
No, non piangete. Non troppo quanto meno.
Okay, smetto di dire cavolate e ricomincio con le recensioni.

Pan Am

Un’altra serie ambientata nei mitici anni 60 che tra le protagoniste può vantare niente di meno di Christina Ricci, tutte le bambine degli anni 90 la ricorderanno soprattutto per aver baciato due volte Devon Sawa (in Amiche per sempre e in Casper).

Com’è andata?

Decisamente bene. Un pilot davvero ben fatto: si segue bene, è scorrevole, gli attori riescono a recitare con convinzione e il subplot di spionaggio regge, soprattutto considerato che siamo nel bel mezzo della guerra fredda.
Questa volta il paragone con Mad Men non funziona per tre motivi principali. Il tono di Pan Am è decisamente più leggero, la trama è ben delineata e il protagonista maschile non è la copia-carbone di Don Draper (e poi le vere protagoniste sono le donne).
Si può però fare un paragone con The Playboy Club e tra i due il telefilm della NBC ne esce maluccio. In primis è molto più facile credere che le donne emancipate siano le hostess non le conigliette (pur comunque nelle loro limitazioni: si tratta degli anni 60 e le donne ancora adesso devono raggiungere la parità di condizione) e poi perché la parte dello spionaggio è più credibile di un mafioso di 100 chili ucciso da una scarpa col tacco.

Giudizio Finale

Decisamente promosso. Non ci troviamo di fronte, per il momento, al miglior telefilm mai visto, gli autori usano dei cliché, ma alla fine rimane un pilot solido e forse uno dei migliori prodotti dell’anno.

Hart of Dixie

Rachel Bilson è Zoe Hart, chirurgo di New York che in seguito a varie peripezie lascia New York e si trasferisce a Bluebell, in Alabama, a lavorare in una clinica come medico di base, la clinica le è stata lasciata in eredità da colui che crede uno sconosciuto e che in realtà è suo padre

Com’è andata?

Non me la sento di dire che questo telefilm è brutto, perché non lo è. Ne ho visti di peggio. Però diciamo che per guardarlo bisogna mettere un attimo in pausa il nostro buon senso. Prima di tutto: Rachel Bilson è un chirurgo. Secondo: non ha ricevuto la sponsorizzazione per la specialistica in cardiochirurgia perché ha delle ottime mani, forse le migliori di sempre, ma sa non trattare con i pazienti.
Se riuscite a credere a queste due affermazioni siete a posto. Perché il resto non è male. E’ uno show che ricorda un po’ quegli show vecchi della WB, soprattutto per l’ambientazione. E ogni tanto questo tipo di show è giusto ciò che serve.
In più c’è Jason Street, cioè, volevo dire Six, no cioè Scott Porter.
Ah è c’è anche un quadrato amoroso che potrebbe diventare un pentagono amoroso.

Giudizio finale

Si lascia guardare senza problemi. Si accompagna bene a fredde serate invernali con thé caldo.

Terra Nova

In un futuro dove la terra ormai ha raggiunto un punto critico di inquinamento ed è vicina al collasso, alcuni scienziati hanno trovato un modo per salvare la popolazione: una colonia detta Terra Nova nella preistoria

Com’è andata?

E’ uno sci-fi e io non sono esattamente preparata su questo argomento, ma posso dirvi che a me, soprattutto l’inizio, ha messo angoscia. C’è un futuro apocalittico, una nuova speranza in una terra piena di dinosauri e Terra Nova è in guerra con un’altra colonia di uomini venuti dal futuro, detti Sixter, perché arrivati durante il sesto esodo. E poi c’è una parte con della matematica e roba del genere.
Io non credo continuerò la visione, ma non perché non mi è piaciuto, quanto più che altro lo vedo poco adatto.
Trovo comunque godibile la scelta degli attori. A parte il figlio del protagonista che è irritante come pochi (per altro: neanche essere nella preistoria insieme ai dinosauri ci salva dalla scena dei teenagers che bevono e roba del genere).

Giudizio finale

Lo lascio a voi. Ditemi cosa ne pensate nei commenti!

Suburgatory

Un padre single trova una scatola di condoms nel cassetto della scrivania di sua figlia sedicenne e lascia New York per andare a vivere a Suburbia, dove tutto è di plastica.

Com’è andata?

Molto bene. E’ una sit-com un po’ irriverente e che fa ridere il giusto. La protagonista e la narratrice della storia è Tessa Altman, la figlia sedicenne, che si trova in quello che si può giudicare un incubo alla Stepford Wives. Ed è ironico, come afferma ad un certo punto, che lei si sia ritrovata in un modo in cui tutti sono fatti di plastica e sono identici tra loro per colpa di una scatola di preservativi.
Ottima anche la scena in cui Tessa e suo padre, George, entrambi arrabbiati, esprimono il loro stato d’animo attraverso titoli di libri che si esprimono da soli (“come diventare un minore emancipato” “l’adozione può essere la strada giusta per te?”).

Giudizio finale

Mi hanno preso. Decisamente promosso.

How to be a gentleman

Alan è un gentleman, uno dei pochi rimasti, mentre Bert è un uomo duro e puro. Bert decide di insegnare ad Alan come essere un vero uomo.

Com’è andata?

5 pilot questa settimana e ho parlato bene fino ad adesso, ma non ci sono buoni propositi che reggano: How To Be a Gentleman è inguardabile.
Per descrivere questo pilot basta una frase: Ed è subito anni 90. Sebbene io sia figlia degli anni 90 e li adori, in questo caso non è una frase positiva. Sabrina e La Tata adesso non avrebbero lo stesso successo di quindici anni fa, ma almeno fanno comunque ridere. In questo caso ci troviamo di fronte ad una sitcom brutta, che non fa ridere e che è vagamente offensiva dal mio punto di vista.
Ha ancora senso la frase “un vero uomo” al giorno d’oggi? Quando sento qualcuno che parla di “uomini veri” a me viene una gran brutta immagine in mente, stile “l’uomo ha da puzzà”. Ma sì può essere nel 2011 e sentire certe tristezza per una cosa del genere?

Giudizio finale

Preferirei guardarmi Whitney piuttosto che ‘sta roba. E la mia opinione su Whitney la sapete.

Curiosità della settimana

  • Ancora nessun telefilm è stato cancellato. L’anno scorso, vi ricordo, che Lone Star (RIP) e My Generation furono cancellati al secondo episodio e che in totale furono solo 10 i telefilm che sopravvissero la scorsa stagione. Su 44.
  • The Good Wife è tornato ed è meraviglioso. Se non lo guardate, cosa aspettate a recuperarlo?
  • Nel frattempo ho anche visto la seconda puntata di Pan Am e posso confermare: questo show merita
  • Questa settimana partirà, per la precisione domani 5 ottobre, anche il nuovo show di Ryan Murphy (il troll… ehm volevo dire l’autore di Glee) e si chiama American Horror Story. Se tanto mi da tanto avrà una prima stagione bellissima e il resto assurdo (vedi Popular, Glee, Nip and Tuck)

N.B. Questo post era originariamente pubblicato su TvZapper

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management.
Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.