Prima di scrivere, googlalo – D di Repubblica

Sto preparando il nuovo articolo sul sessismo nei media, ma nel frattempo volevo spendere due minuti parlandovi di un’altra cosa, cioè l’irritante abitudine dei giornalisti italiani di scrivere minchiate. Perdonate il francesismo.
Personalmente prima di scrivere un post sul blog, passo ore a studiare l’argomento, poi alla fine scrivo minchiate lo stesso anche io, ma la differenza è che per scrivere non mi paga nessuno. Per essere precisi è più facile che qualcuno mi paghi per smettere di scrivere, ma questi sono altri discorsi.

Nella vita mi sento molto Socrate, perché so di non sapere. Per esempio non sono un’esperta di economia e, parlando con sincerità, non intavolerei mai un discorso con Myrta Merlino in questo campo, perché non riuscirei a capire un accidente. Però sono molto brava con gli argomenti di cultura popolare e soprattutto della cultura popolare americana.
Stamattina ho fatto un salto su Repubblica.it e tra le varie cose mi è caduto l’occhio su un articolo di D che parlava di Evan Rachel Wood e del tatuaggio che ha sulla schiena. L’articolo era intitolato “Rachel Wood regina di stile spunta il tatuaggio pensiero”.
Be’ io sono una fan di Evan (che è anche su Twitter e la saluto che so che mi segue, ciao Evan!) e sono un’amante dei tatuaggi, quindi ho cliccato subito e mi sono ritrovata davanti un articolo che mi ha lasciata perplessa.

Evan Rachel Wood in D Magazine

Ed è subito caccia all’errore!

Evan Rachel Wood è stata una delle star più ammirate, sul red carpet dei People’s Choice Awards

Ma Evan Rachel Wood non è stata ai People’s Choice Awards, è stata ai Critics’ Choice Awards e sono due tipi di premiazioni molto diverse (la prima basa il suo successo sui bimbominkia, la seconda sui critici).

Dove ha sfoggiato un suo tipico look: capelli biondi raccolti, abito nero, trucco che evidenzia il pallore della carnagione.

E’ impossibile che avesse i capelli biondi raccolti visto che, come evidenzia la foto in accompagnamento all’articolo, ora li porta cortissimi.

Ma stavolta, a colpire di più, è il lungo tatuaggio che appare all’attaccatura delle spalle, e lasciato scoperto dai capelli a chignon

Aspetta, aspetta, aspetta. Ha colpito il tatuaggio che ha sulla schiena? Quello che ha da almeno tre anni? Ovviamente i capelli di Evan sono sempre corti, come dimostra la foto che è stata allegata all’articolo per altro, quindi no, niente chignon

la frase (del tatuaggio) “All that we see or seem is but a dream within a dream”. Più o meno “tutto ciò che vediamo o ci sembra di vedere non è altro che un sogno dentro un sogno”. Una presa di posizione poetico-filosofica che si adatta bene all’immagine trasognata e un po’ fuori del tempo dell’attrice

Una presa di posizione poetico-filosofica o anche, volendo, una frase di Edgard Allan Poe. “A dream within a Dream” di Poe creata nel 1849 e tradotta in italiano come “Un sogno dentro un sogno“.

Sinceramente capisco che questo è un articolo di poco conto, è praticamente gossip, ma appunto per la sua semplicità dovrebbe essere facile da scrivere senza castronerie? Sarebbe stato semplice evitare degli errori, per esempio, bastava aprire gli occhi e notare che i capelli non erano raccolti, erano proprio corti.
Non è la prima volta che noto errori simili sui giornali italiani e mi chiedo: possibile che i giornalisti non conoscano il potere di Google? Possibile che qualcuno non si sia chiesto, prima di scrivere l’articolo, se il tatuaggio di Evan fosse effettivamente nuovo? Se avessero almeno provato a cercare su Google la frase del tatuaggio avrebbero capito subito che si trattava di una poesia di Poe, invece di scrivere che è “una presa di posizione poetico-filosofica (che cosa avrà voluto dire?).

Il problema è che se i giornalisti sbagliano queste cose qui, che sono effettivamente cazzate (uno può anche vivere senza sapere che Evan Rachel Wood non può farsi i chignon perché ha i capelli corti adesso), ma la mia domanda è: se mi sbagliano queste cose, cosa succede quando leggo un articolo di ecomonia? O di politica. O di cronaca.

Fonte

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management.
Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.