Marta Vincenzi & Twitter – Case history

Vincenzi e Twitter non vanno d’accordo

Ieri ci sono state le primarie a Genova da cui è uscito vittorioso Marco Doria, esponente di “Sinistra, Ecologia e Libertà”. I candidati del Partito Democratico erano due: Roberta Pinotti e l’attuale sindaco, Marta Vincenzi.
La vittoria di Marco Doria non sorprende più di tanto. E’ chiaro a tutti, tranne al Partito Democratico, che gli elettori di sinistra vogliono un partito che sia di sinistra e allora c’è Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e ora Marco Doria è il candidato sindaco di Genova.
Un’altra cosa che non sorprende è la sconfitta di Marta Vincenzi. Per la Sindaco Vincenzi non c’erano speranze ed era chiaro a tutti.  E nel caso gli elettori del PD avessero avuto dei dubbi, il suo comportamento durante l’alluvione dello scorso Novembre è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La colpa dell’alluvione ovviamente non è sua, Genova ha i suoi problemi, ma le dichiarazioni post-alluvione me le ricordo bene ed erano vergognose e inqualificabili.

Ma lasciando perdere le mie credenze politiche (e anche i comodini) (ah-ah, come sono simpatica), parliamo della Vincenzi sui Social Media, visto che è il mio campo. La pagina Facebook ufficiale di Marta Vincenzi, quando fu aperta, lo scorso ottobre, restò libera per circa 48 ore, il tempo necessario perché si riempisse di lamentele a cui nessuno ha pensato di provare a rispondere, poi fu chiusa. E’ stata riaperta solo recentemente, ma i problemi, come si evince dalla foto qui sotto, rimangono.
Come persona che lavora nel mondo dei Social, non avrei mai consigliato alla Vincenzi di aprire una pagina Facebook. In quel momento era chiaro che i cittadini di Genova erano inferociti e non si può pensare di entrare su Facebook pensando che vada tutto bene e che tutti ci amino, bisogna sempre pensare ad una strategia e anche sapere come rispondere a chi si lamenta. Ma io ho lavorato con chi si occupa di Genova nel Web 2.0, come ho già detto, e so che non hanno né le conoscenze né l’età giusta per capire come veramente funzionano i social media.

Come volevasi dimostrare

Ma oggi si parla della Vincenzi su Twitter, perché la sconfitta alle Primarie non è stata presa bene e ha deciso di sfogarsi tramite Tweets. Vi ricordate il mio post sui Bimbominkia? Ecco, sembra un po’ una fan di Justin Bieber a cui cerchi di spiegare che “Somebody to love” dei Queen è meglio. La Vincenzi dà la colpa della sua sconfitta al PD, dice che il suo errore è stato quello di “nobilitare la guerra che mi hanno fatto dipingendo le primarie come utili” e poi il botto arriva quando si paragona a Ipazia. A questo punto comincia una tirata completamente senza senso sul fatto che ha perso perché è una donna e le donne “sono come lavandaie che litigano. Volgari“. Alla fine per farsi mancare niente, se la prende anche con Don Gallo, colpevole di aver dato il suo appoggio a Marco Doria.

La femminista in me è un po’ morta oggi.

Io sono una donna e sono una femminista e i Tweets della Vincenzi mi fanno orrore. Mi piacerebbe ovviamente avere più donne in posizioni di rilievo in politica, ma più di tutto voglio persone competenti. Quello che la Vincenzi ha scritto è sessista. La dovrei votare perché è donna? Non è capita perché è donna? Crede di essere stata ostacolata perché donna? Queste frasi sono esattamente il motivo per cui quando dico:”Sono femminista”, la gente mi guarda male.

No. La colpa non è il sessismo (in questo caso inverso), non è neanche del PD e ben che meno di Don Gallo: la colpa della sconfitta è solo tua, Marta Vincenzi, perché tu sei una professoressa e sei convinta che i tuoi cittadini siano i tuoi alunni. Non è così, Genova non è contenta del tuo operato, delle tue dichiarazioni e di questo atteggiamento che chiaramente traspare dai tuoi Tweets e dalla tua pagina Facebook. Non sai ascoltare le lamentele e non sai rispondere ai tuoi cittadini. E il PD non poteva candidare solo te, perché sapevano saresti stata sconfitta, perché lo sapevano tutti, a Genova, che non avresti vinto, perché c’erano persone che ti chiedevano di andartene, a ragione, il giorno dopo dell’alluvione. E’ difficile dare il proprio supporto a persone come te, a persone che “io ho ragione e voi non capite un cazzo”. E neanche la più radicale delle femministe ti potrebbe supportare, perché ci dai una cattiva immagine.
Sai cosa devi fare adesso? Scusarti, fare le congratulazioni a Doria ed usare gli ultimi mesi in carica per migliorare la città

A tal proposito:

  • Sara

    Scusa se ti contraddico, mi sembra un po’ esagerata la tua opinione dello staff che ha lavorato a città digitale. Io ci ho lavorato per 4 anni e la scelta “social” del sindaco Vincenzi non è stata una nostra iniziativa. Saremo anche giovani, ma le esperienze ci sono quindi scusami se non accetto l”accusa” diretta a noi (senza tra l’altro avere la certezza di come sia nata l’idea della Vincenzi sui social network). Magari ci conosciamo anche se hai collaborato al campus.

    • Angel

      Penso che ci sia stato un qui pro qui, Sara. Io non me la prendo con chi è giovane e lavorava alla città digitale, al contrario me la prendo con quelli troppo vecchi che a città digitale erano i “capi”.
      Ero a città digitale quando è nato il progetto “MySpace” Genova e tutti noi, giovani (media 21/22 anni) dicevamo che sarebbe stato un fallimento, perché MySpace era in decadimento ed andava usato Facebook. Loro (media età 50/60 anni) dissero di no, salvo poi cambiare idea due mesi dopo, perché il fallimento era evidente.
      I ragazzi che hanno lavorato con me e dopo di me al Campus sono sempre stati grandi, nonostante le difficoltà (e nonostante spesso fossero stagisti non pagati)