Monthly Archives: March 2012

Commenti a Margine – La Lettura Digitale e il Web

Vi ricorderete sicuramente del resoconto dell’evento #LeDitaGe e che vi avevo promesso una recensione di “La  lettura digitale e il web – Lettori, autori ed editori di fronte all’ebook“. Ebbene, il libro l’ho letto e ora posso dirvi le mie impressioni.
Come sapete, anche se sniffo i libri, sono del tutto convinta delle funzionalità dell’ereader e della convenienza degli ebook. Nonostante questo ho anche delle perplessità. La recensione del libro mi da quindi possibilità di fare qualche appunto a margine sulla questione ereader, ebook e tutto il resto.

La Lettura Digitale e il Web - Lettori, autori ed editori di fronte all'ebook

La Lettura Digitale e il Web – Lettori, autori ed editori di fronte all’ebook

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Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

Groupon per Business? Meglio foursquare

Molti dei miei clienti mi chiedono spesso informazioni su Groupon e io cerco di spiegare al meglio i pro e i contro di questo servizio.
Una cosa che ho notato negli ultimi tempi è che sono molti i piccoli business che sempre più spesso dicono:”No, Groupon no”. Mi è capitato spesso anche a me di accennare a Groupon e di venire fermata subito. Devo ammettere che non sono mai ansiosa di presentare Groupon ai futuri clienti, sebbene sia un servizio senza dubbio molto popolare soprattutto in Italia.

We do not accept Groupon Coupons

Groupon e le garazie che non ci sono

Facciamoci subito una domanda: perché un business dovrebbe affidarsi a Groupon per lanciare un’offerta? La risposta è abbastanza semplice: per farsi conoscere e acquisire nuovi clienti. E a volte questo succede, ma nella maggior parte dei casi Groupon è un investimento che non ha ritorno ed è un grosso investimento per un piccolo business.
La politica di Groupon, molto apprezzata dai suoi fruitori, è offrire un servizio di sconti imperdibili.
Le offerte di Groupon sono veramente incredili e sono quasi sempre sottocosto.
I business infatti devono offrire i loro servizi o prodotti molto scontati, si parla spesso di sconti superiori al 50%. Inoltre c’è da ricordare che la metà del prezzo finale offerto ai clienti andrà a Groupon.
Il vero rischio di chi si affida a Groupon per farsi conoscere è non riuscire a conquistare nuovi clienti ed è qui il rischio di avere un investimento senza ritorno, nessun ROI. Perché?

  • Il primo problema per i business è che su Groupon ci sono sempre nuove offerte
  • Acquisire un cliente diventa perciò complicato, visto che invece di prendere il prezzo pieno può semplicemente comprarsi nuove offerte dello stesso tipo
  • I prezzi di Groupon sono veramente molto bassi e questo può creare false aspettative (“Il prezzo pieno è una ladrata, chiaramente, se mi mettono l’offerta a nove euro!”)

Considerato questo, sento sempre più persone che esitano a rivolgersi a Groupon. Molti sono quelli che hanno provato e hanno rinunciato proprio perché non riescono ad acquisire il cliente che preferisce aderire ad altre offerte. E’ una questione di convenienza. Perché tornare in un posto e pagare il prezzo pieno per un servizio che prima o poi ritroverò di nuovo in offerta ad un terzo del prezzo originale?

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Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

[Case Study] Kony 2012 – Quando è virale non si può fermare

Un paio di giorni fa su Tumblr è cominciato a girare un video dell’associazione Invisible Children in cui veniva presentato Joseph Kony, il leader della Lord’s Resistance Army e feccia dell’umanità; tra i suoi crimini si ricorda omicidio, stupro, mutilazioni e aver rapito centinaia di bambini per farne soldati.

Il video dell’associazione Invisible Children, che sta girando in questi giorni, ha diversi obiettivi.

  1. Far conoscere Joseph Kony e le sue atrocità
  2. Far diventare Kony famoso, in modo da tenere vivo l’interesse delle persone sul problema
  3. Dall’attenzione delle persone si ottiene l’attenzione degli alti poteri politici
  4. Gli alti poteri politici avrebbero fatto sì che i 100 soldati americani, già in Uganda per fermare Kony, vi restino fino alla sua cattura
  5. Per fare in modo che Kony diventi famoso non c’è solo il video e la campagna di Invisible Children, ma anche un KIT per tappezzare le città di tutto il mondo di poster “Kony 2012″

L’associazione Invisible Children

Considerato che io ero una di quelle che non conosceva Joseph Kony, ho deciso di guardare il video e di postarlo sulla mia pagina Tumblr e lanciare un paio di Tweet. Male non farà, no? Ma è bastato poco per capire che invece sì, male fa, perché il gruppo di Invisible Children, che sta dietro all’iniziativa Koni 2012, è un gruppo no profit un po’ sospetto.

I tre fondatori di Invisible Children

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About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

Non Chiudete Villa Sanguineti!

Dal 1989 al 1997 sono stata un’alunna del complesso scolastico Villa Sanguineti, complesso che comprende scuola materna e scuola elementare. E’ una scuola relativamente piccola, non ci sono sezioni, i bambini sono divisi solo per età, e al momento conta 176 studenti. Vi posso assicurare che è stato un ottimo posto in cui crescere. In questo momento la mia adorata scuola sta rischiando di chiudere, perché l’edificio è stato promesso nel 2006 come sede degli uffici del terzo valico.
Vi consiglio a questo proposito di leggere l’articolo del Secolo XIX che documenta questa assurda vicenda: nessuno della scuola sapeva di questa cosa, l’hanno scoperto quando si sono presentati una coppia di tecnici, chiedendo perché l’edificio non fosse sgomberato.

Lo dico a chiare lettere, in modo comprensibile a tutti: chiudere Villa Sanguineti è una grandissima minchiata.

Non Chiudete Villa Sanguineti

Me stessa medesima a Villa Sanguineti

Non bisogna chiudere Villa Sanguineti

  • La scuola, relativamente piccola, è perfetta: tutti i bambini si conoscono, è un’atmosfera famigliare e in questo modo si crea una vera e propria comunità che mette insieme maestre, genitori e bambini.
  • La scuola è dotata di sala mensa e di cucina.
  • La scuola è dotata di un grande giardino. Nessun’altra scuola nelle vicinanze ha un giardino. In realtà sono pochissime le scuole di Genova ad avere un giardino.
  • Il giardino ha funzione di parco e resta aperto fino alle 18. Questo perché non ci sono zone verdi pubbliche negli intorni, zero assoluto: la Val Polcevera è una colata di cemento.

Non finisce qui. Si parla addirittura di abbattere l’edificio e di distruggere il parco per far diventare la zona un “centro movimentazione” di camion. Ma la scuola originariamente era, manco a dirlo, una villa che è stata donata al quartiere per far sì che diventasse una scuola, non un zona transito camion.

Da parte loro i tecnici del terzo valico parlano di lavori che faranno molto rumore e quindi insopportabili per gli alunni (problema risolvibile con pannelli fonoassorbenti), ma soprattutto si parla di polveri sottili dannose alla salute… Che è una cosa che mi fa un po’ ridere, permettetemi. Quindi le polveri sottili sono limitate al perimetro scolastiche e poi non si spargono nell’aria vicino? I bambini che frequentano la scuola sono abitanti della vallata, ve ne rendete conto, sì? 

Voglio che sia ben chiaro che io non sono a favore del terzo valico (e neanche alla gronda). Penso che a Genova e in Liguria ci sia già troppo cemento (nel caso ci fossero dubbi l’alluvione, puntuale come un orologio, ce lo ricorda ogni anno) e non credo che le grandi opere pubbliche siano una via percorribile per l’Italia in crisi in questo momento (troppe spese, non c’è un ricavo immediato e possibili infiltrazioni mafiose mi fanno dire no, grazie), ma sono anche una persona che in questo momento ha un enorme sfiducia nella politica e nelle istituzioni e non credo che ciò che vuole la popolazione venga presa in considerazione (vedi movimento No Tav), però credo che la mia scuola possa essere salvata, DEBBA essere salvata.
Cercherò di mobilitarmi al più possibile perché questo avvenga, appellandomi a tutti voi che mi seguite: abbiamo sempre detto che l’Italia ha bisogno di cultura per rinascere, lasciare aperta una scuola dove i bambini hanno la libertà di imparare e di giocare mi sembra un buon inizio.

Tornerò presto a aggiornarvi sulla situazione. Nel frattempo se potete fate spargere la voce e iscrivetevi al gruppo facebook nato per salvaguardare la scuola – Proteggiamo la scuola Villa Sanguineti

Aggiornamento: Stamattina il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, ha detto che si sta studiando una soluzione alternativa (Tweet N. 1 e Tweet N.2 ). Finché non avrò la garanzia che la scuola non resterà aperta, continuerò a informare e a chiedervi aiuto. Lo ripeto, la scuola Villa Sanguineti non deve chiudere

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Bloggers al Berio Cafè – #LeDitaGe

Negli ultimi tempi sto seriamente valutando l’idea di comprarmi un ereader. Sono una “forte lettrice“, come si può notare dal mio profilo anobii, e sono una di quelle persone che si porta sempre dietro un libro, perché non si sa mai, senza contare che, quando sono alla fine di un libro, di solito di libri me ne porto dietro due. Il fatto che la mia borsa pesi quindi due tonnellate e mezzo, è uno dei motivi per cui mi piacerebbe passare all’ebook. Il secondo motivo è economico, gli ebook costano meno (inoltre gran parte dei classici non costano proprio niente) e questo mi permetterebbe di comprare più libri e leggerne di più. Infine penso all’immensa scelta di titoli e al fatto che molti dei libri che cerco siano introvabili (vedi “La Signora canta il blues” di Billie Holiday: l’ho cercato per mesi prima di trovarlo).

A questo punto dovrei uscire e comprarmi un ereader. Ma quale scegliere? Meglio un Tablet o un ereader? Se è vero che gli ereader hanno tecnologia e-ink, migliore per gli occhi, i tablets hanno dalla loro molte più possibilità di uso (ed è importante per me, visto che lavoro con il web).

Alcuni esempi di Book-Bloggers che si possono incontrare sul Web

Venerdì sera al Berio Cafè, a Genova, c’è stata la presentazione di “La lettura digitale e il web. Lettori, autori ed editori di fronte all’ebook“. La presentazione è stata un momento di incontro e di discussione sugli ereader, sugli ebook, sui blogger e sui social network. Più che una presentazione, sembrava una chiacchierata tra amici (i social fanno anche questo: abbattono la barriera della formalità).

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