[Case Study] Kony 2012 – Quando è virale non si può fermare

Un paio di giorni fa su Tumblr è cominciato a girare un video dell’associazione Invisible Children in cui veniva presentato Joseph Kony, il leader della Lord’s Resistance Army e feccia dell’umanità; tra i suoi crimini si ricorda omicidio, stupro, mutilazioni e aver rapito centinaia di bambini per farne soldati.

Il video dell’associazione Invisible Children, che sta girando in questi giorni, ha diversi obiettivi.

  1. Far conoscere Joseph Kony e le sue atrocità
  2. Far diventare Kony famoso, in modo da tenere vivo l’interesse delle persone sul problema
  3. Dall’attenzione delle persone si ottiene l’attenzione degli alti poteri politici
  4. Gli alti poteri politici avrebbero fatto sì che i 100 soldati americani, già in Uganda per fermare Kony, vi restino fino alla sua cattura
  5. Per fare in modo che Kony diventi famoso non c’è solo il video e la campagna di Invisible Children, ma anche un KIT per tappezzare le città di tutto il mondo di poster “Kony 2012”

L’associazione Invisible Children

Considerato che io ero una di quelle che non conosceva Joseph Kony, ho deciso di guardare il video e di postarlo sulla mia pagina Tumblr e lanciare un paio di Tweet. Male non farà, no? Ma è bastato poco per capire che invece sì, male fa, perché il gruppo di Invisible Children, che sta dietro all’iniziativa Koni 2012, è un gruppo no profit un po’ sospetto.

I tre fondatori di Invisible Children

Vediamo un po’ alcuni fatti.

  • Per sua stessa ammissione, Invisible Children dona solo il 31% di tutto il suo ricavato in beneficenza. Il resto del denaro che ricavano, è usato per le spese di viaggio dei tre fondatori (più di un milione di dollari) e per fare i loro video (si parla ancora di più di un milione di dollari)
  • Il sito Charity Navigator da un punteggio di 2 stelline all’associazione “Invisible Children” per Contabilità e Trasparenza
  • Non solo, il gruppo Invisibile Children è totalmente a favore dell’azione militare e i soldi che vengono dati all’Uganda vengono per la maggior parte spesi in armi, peccato che anche l’esercito dell’Uganda si è macchiato di crimini orribili quali stupro e saccheggio (Maggiori informazioni: qui e qui) .
  • I fondi alla spesa militare dell’Uganda continuano ancora adesso, nonostante sia certo che Joseph Kony si sia spostato fuori dal paese (come loro stessa ammissione nel video). Sostanzialmente quindi queste persone stanno creando un problema ancora più grosso all’Uganda, armando fino ai denti un esercito che risponde ad un dittatore sanguinario.

A questo punto io mi sono comparsa il capo di cenere, ho aperto il mio tumblr e ho scritto un post in cui chiedevo scusa, perché mi ero sbagliata. Ho scritto:”Pensavo che non avrei fatto del male a nessuno lanciando un paio di Tweet e scrivendo un post su questa cosa, ma a quanto pare l’ho fatto, perché ho ingenuamente supportato un’associazione che sta dando soldi all’essercito di un dittatore pazzo”.

Solo che era troppo tardi.

Nonostante fossero passate solo poche ore tra il mio primo e il secondo post, era già troppo tardi. Erano bastate quella manciata di ore perché “Koni 2012″approdasse sui trending topic mondiali, insieme a Invisible Children, #StopKony, Uganda e Joseph Kony.
Quasi tutti i VIP di Twitter (e qua intendo veri VIP Hollywoodiani, non i nostri vip caserecci che non contano niente) hanno aderito alla campagna e hanno retwitterato il messaggio ancora e ancora e ancora.

Kony 2012 è diventato virale.
E quindi Invisible Children ha vinto.

Dico che Invisible Children ha vinto, perché nonostante siano in molti quelli che stanno mettendo in discussione gli scopi e i metodi dell’associazione (compresa Mia Farrow), la maggioranza degli utenti non è andata a fondo alla questione e continua a condividere questa iniziativa in termini positivi sui social media, continuando a mantenere il buzz a livelli altissimi e a foraggiare l’associazione, comprando il kit “Make Kony Famous”.

Quando una notizia diventa virale è impossibile fermarla o correggerla. Ormai è andata. Non ce la farai mai.

Qualche tempo fa Alice, una ragazza inglese di sedici anni, ha aperto un blog “Alice’s bucket list“, in cui scrive ciò che vorrebbe fare. Alice è malata di cancro all’ultimo stadio e la cosa più importante per lei è che tutti diventassero donatori di midollo osseo. La notizia è arrivata anche su Twitter, ma distorta. Su Twitter il più grande desiderio di Alice era diventare Trending Topic. Anche in questo caso è stato importante l’aiuto dei VIP Hollywoodiani che hanno fatto RT cieco della notizia. Solo Christopher Gorham ha notato l’errore commesso e ha condiviso la notizia reale.

Ho commesso un errore grossolano

Condividere questo video senza informarmi sull’associazione Invisible Children è stato un errore. Con il senno del poi posso considerarlo un errore grossolano. C’erano degli indizi che avreebbero dovuto mettermi in guardia, che questa cosa era più uno scam che un qualcosa di autentico.

  • Il video, se ci fate caso, si concentra poco sull’Uganda.
  • E’ un video che definirei “Guilt Trip”  (cioè ti fa sentire in colpa) e ti offre la possibilità di farti sentire meglio senza muoverti dalla tua poltrona
  • Per essere un video che tratta il tema di Joseph Kony e dell’Uganda, è un video pieno di gente bianca. Questo si chiama White Savior Complex
  • Il bambino, figlio del narratore (che è anche uno dei tre fondatori di Invisible Children), è il vero protagonista del video e conquista con la sua tenerezza e ingenuità. Praticamente ha la stessa funzione di un gattino: conquista coloro che guardano.

Questi sono indizi per me e li ho lasciati inascoltati. La cosa mi fa girare un po’ la testa. Di solito certe cose non mi fregano. E’ uno dei motivi per cui sono sopravvissuta per più di un decennio sul web.

Altre letture su Invisible Children

  • Visible Children – Il blog che ha maggiori informazioni sull’associazione Invisible Children e che vi riempirà di link informativi
  • Obama Takes on the LRA – In questo articolo di Foreign Affairs viene analizzata la decisione di Obama di intervenire per la cattura di Kony e come la morte di quest’ultimo non risolverebbe assolutamente niente in Uganda
  • The visible Problem of Invisible Children – Questo articolo risale al 2006, ma è ancora abbastanza attuale, soprattutto perché spiega che Invisible Children è in ritardo sui problemi dell’Uganda. Era in ritardo già nell’anno della sua fondanzione, il 2004
  • UPDF in Kony hunt accused of rape, looting – In questo articolo de The Observer si commenta la violenza perpretata dalle truppe dell’esercito dell’Uganda, mentre davano la caccia a Kony
  • BBB Page di Invisible Children -Better Business Bureau si occupa anche di associazioni di carità, ma non è stata in grado di dare un punteggio di qualità a Invisible Children perché Invisible Children non ha dato loro informazioni essenziali per la compilazione della pagina
  • Anti-Kony video campaign draws criticism in Uganda – Il titolo dice tutto
  • The Daily What – Un recap di tutto ciò che ho scritto io e qualcosa in più
Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management.
Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.