Il Social Media Fail non è una prerogativa italiana

A volte un D’HO non basta

Il 29 maggio scorso, il giorno del secondo terremoto in Emilia Romagna, Groupalia si era resa protagonista di un Social Media Fail su Twitter per aver usato l’hashtag #Terremoto per pubblicizzare una loro offerta. Ovviamente e giustamente si era scatenato un putiferio. Ma Groupalia non è l’unica che si è resa protagonista in questi mesi di una pessima gestione social: si cominciò mesi fa con Patrizia Pepe, c’è stato il caso di Repubblica XL e poi ovviamente il problema censura selvaggia di RTL 102.5.

Qualche settimana fa su Twitter Skande scrisse:”Come le aziende utilizzano i social media?” linkando a questo suo post del blog. D’istinto, risposi che, considerando che scoppiava un casino a settimana, le aziende, i social media, li utilizzando maluccio e lui mi rispose che non si riferiva solo alle aziende italiane. Il problema purtroppo non è circoscritto alle aziende italiane, gli dissi, citando il caso di Starbucks Irlanda e di Durex Sud Africa.

E infatti è così, il problema dei Social Media Fail e il conseguente “diamo la colpa allo stagista” non è un problema circoscritto all’Italia. Oggi prenderei in considerazione un caso che è molto simile a quello di Groupalia. Protagonista di questo scivolone mediatico è l’account twitter CelebBoutique, che il giorno della sparatoria al cinema di Aurora in Colorado, ha pensato bene di lanciare questo tweet

Celeb Boutique scivola sui social network

Celeb Boutique e Aurora non si riferiva a voi

Le reazioni degli utenti su Twitter sono immaginabili e poco dopo l’azienda fa un passo indietro e si scusa. La colpa è della Web-Agency che si occupa dei profili social di Celeb Boutique. Questa fantomatica Web-Agency infatti non è di base negli Stati Uniti, dice Celeb Boutique su Twitter e Facebook, e quindi non si era resa conto di ciò che era successo. A questo punto io dico solo che questa potrebbe essere la scusa più patetica che abbia mai sentito, persino peggio del sempre classico “è colpa dello stagista”, per due motivi

  1. Neanche io sono di base negli Stati Uniti, ma sapevo della sparatoria avvenuta nel cinema di Aurora. I Social Media servono anche a far circolare velocemente le notizie in tutto il mondo.
  2. Quando non sai di cosa stai parlando, nel dubbio clicca sul Trends che vuoi utilizzare: avrebbero capito subito cosa stava succedendo

Quando sei una azienda su Twitter non puoi permetterti ignoranza. Anche perché è difficile non riuscire ad avere le giuste informazioni e certi errori sono davvero grossolani.

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management.
Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.