Festa della Donna: Cose che dovreste sapere

Caro lettore/trice, se mi stai leggendo ci sono buone probabilità che tu sia un/a femmista. Pensi di no? Be’ molti lo sono, ma non lo sanno. Il problema è che i media ci hanno dato una falsa immagine del femminismo, come avevo già detto qualche tempo fa. Quando infatti si pensa a “femminista” si pensa spesso ad una donna che non si depila, che brucia i reggiseni e che odia gli uomini. Ecco. Questo non è femminismo.
Quindi nel giorno della festa della donna, la prima cosa da sapere è cos’è il femminismo. Il femminismo è movimento per i pari diritti, pari opportunità e pari trattamento per uomini e donne.
Tutto qua? Sì.
Credete che la donna debba avere gli stessi diritti, le stesse opportunità e lo stesso trattamento riservati agli uomini? Credete che avere una vagina non sia un handicap? Congratulazioni. Siete femministi!
E’ importante specificare che una donna soldato non è più femminista di una che decide di stare a casa a crescere bambini. L’importanza fondamentale del femminismo è quello di donare una scelta alle donne, una scelta che ogni donna deve prendere da sola e non influenzata da altri (dove altri sta per società/uomini/altre donne).

Feminismo Dale Spencer

Qual è il tuo problema?

Ora so che qualcuno potrà obiettare che il femminismo non serve più, almeno nei paesi del così chiamato “Occidente”, perché ormai la parità esiste. E io a questi di solito rispondo in maniera molto semplice:”Scusa, ma tu dove cazzo vivi?”
No, non abbiamo la parità dei sessi. Non ci siamo nemmeno vicini.

  • Le donne ancora non guadagnano quanto gli uomini, la proporzione è di 80 centesimi ad un dollaro.
  • Le posizioni di potere, politiche e aziendali, sono a larghissima maggioranza maschile.
  • C’è ancora il doppio metro di giudizio sugli uomini che amano il sesso e sulle donne che amano il sesso
  • La maternità per una donna rischia di essere la fine, lavorativamente parlando. La paternità invece…
  • Il trattamento delle donne nei media: Parte 1, Parte 2 e Parte 3

Siete ancora convinti che la donna abbia gli stessi diritti, le stesse opportunità e lo stesso trattamento di un uomo?

La società non fa abbastanza.

Per aiutare le donne cosa fa la società? Parliamo della società italiana, visto che è quella in cui viviamo e che io conosco meglio. Proprio un anno fa la ministra Cancellieri ha detto che le donne non hanno bisogno di quote rosa per essere competitive ma di asili nido.

Gli inglesi direbbero: Nice try.

Il problema è che finché la politica sarà un club a larga maggioranza maschile, nessuno penserà agli asili nido. Perché? Perché gli asili nido non sono un problema degli uomini. Gli asili nido pubblici che mancano sono un problema per le donne, sono loro quelle che avuto un bambino spesso sono costrette a lasciare il lavoro per occuparsene, perché non sanno a chi affidarli. Senza donne in politica, non solo i problemi delle donne non saranno risolti, ma non verranno neanche espressi.
Ora io mi rendo anche conto che le donne nella politica italiana lasciano quanto meno a desiderare. Minetti, Carfagna, Santaché e Bindi sono nomi che mi provocano l’angoscia. Ma questo è derivato dal fatto che noi non siamo in grado di eleggere chi vogliamo, queste donne ce le siamo ritrovate, non le abbiamo votate. Perché invece non parliamo di Nilde Iotti? Oppure possiamo vedere il lavoro di Laura Puppato. La verità è che la politica in Italia fa schifo in toto e il problema delle donne in politiche è comunque maschile (la Minetti è finita in regione, perché era “l’igenista dentate” di Berlusconi).

Una delle cose che più mi fa incazzare comunque è l’atteggiamento della società nei confronti dello stupro.
L’unico crimine in cui la vittima diventa anche colpevole: aveva la gonna, lo scollo era alto, era in giro da sola, aveva bevuto troppo, l’aveva inviato a casa doveva aspettarsi qualcosa, era vestita provocante, è andata a casa dell’ex di notte  (detta da un giudice DONNA)
Poi ci sono anche quelli che decidono che non è vero: si sarà inventata tutto, è la sua parola contro quella di lui, è troppo cessa perché qualcuno la possa violentare, probabilmente lei gliela voleva far pagare per qualcosa.
Quando sento certe cose, mi parte l’istinto omicida. Sapete di chi è la colpa di uno stupro? Dello stupratore. Di nessun altro. Le vostre teorie sulla vittima ve le potete infilare dove non batte il sole, perché…

  • A prescindere che una donna dovrebbe sentirsi sicura di girare nuda per la città se volesse, in ogni caso l’abbigliamento e l’atteggiamento non significano niente. Vengono stuprate anche le donne che indossano il burka. Senza contare che la maggior parte delle violenze vengono perpetuate da conoscenti, amici e parenti della vittima.
  • Lo stupro non è una questione di (presunta) bellezza: lo stupro è sottomettere, sentire di essere potenti.
  • Se io mi ubriaco, mi posso aspettare di prendere facciate in giro, di vomitare, persino di finire all’ospedale con una lavanda gastrica e sono tutti cazzi miei, perché ho deciso di ubriacarmi. Ciò che non è contemplata in un’ubriacatura è una violenza sessuale che non ne è una diretta conseguenza.
  • La maggior parte degli stupri non vengono denuncianti, perché c’è uno stigma sociale che è legato allo stupro. Proprio per il fatto che la vittima è anche colpevole. “L’avrai provocato” è una cosa che un sacco di vittime si sono sentite dire in faccia. Volete sapere quanti sono gli stupri falsi denunciati? Guardate l’immagine qua sotto e fatevi un’idea.

Quanti sono le accuse false? Quanti stupratori finiscono in prigione?

La verità è che paura di ciò che potrebbe succedere, ci controlla. Ieri sono andata al centro commerciale, ho parcheggiato la mia auto e il posteggio era vuoto, non c’era nessuno. Stavo andando all’entrata e un ragazzo veniva nella direzione opposta alla mia, verso le poche auto posteggiate. Sono andata avanti, ma dopo un po’ mi sono girata, perché quando sono da sola sono sempre all’erta, e il ragazzo era dietro di me. Ho accellerato il passo. Il cuore ha cominciato a battermi più forte. Le scale che mi hanno portato fuori dal posteggio le ho fatte quasi di corsa, col bagnato, rischiando di cadere. Probabilmente quel ragazzo era solo uno che si era dimenticato di comprare qualcosa e stava tornando dentro. Probabilmente è stata solo una coicidenza. Magari questo ragazzo è la persona più buona del mondo. Ma io ero da sola, in un parcheggio vuoto e non controllato. E ho avuto paura.

Paura.

La paura di fare una strada poco trafficata. La paura di passare dopo una certa ora in una strada che invece di giorno fai senza problema. La paura che ti porta a chiedere ai tuoi amici di accompagnarti alla macchina, anche se l’hai posteggiata solo dall’altra parte della strada. La paura per cui è meglio non portare i capelli lunghi o raccolti in una coda di cavallo perché sono di facile presa. La paura che ci spinge a tenere le chiavi a portata di mano per usarle come arma. La paura che a volte ci spinge a parlare al telefonino senza avere nessuno dall’altra parte solo per fare vedere che siamo al telefono.

Avete mai provato qualcosa del genere?

Ricordatevi che…

  • Femminuccia è un termine offensivo, molto più offensivo di maschiaccio. Perché non c’è niente di peggio per uomo nella nostra società che mostrare caratteristiche che sono considerate, a torto o a ragione, femminili. Questo è sessismo inverso
  • Sappiate che i sintomi di un attacco cardiaco nelle donne sono diversi da quelli degli uomini e che spesso neanche i medici lo sanno. Meno donne soffrono di attacchi di cuore, ma più donne muoiono per questi, perché mal diagnosticati.
  • La scienza ha una “prospettiva maschile
  • La prospettiva maschile è praticamente ovunque. La prossima volta che guardate un film/telefilm, guardate se passa il Test di Bechdel.
  • Tu, cara ragazza, che dici  cose come “le donne sono maligne”, “con le donne non mi ci trovo, perché c’è sempre dramma”, “io non sono come le altre ragazze”:  questo è sessismo. Ricordati inoltre che le donne sono il 51% della popolazione mondiale, quindi se tu non vai d’accordo con più della metà della popolazione mondiale, sappi che il problema sei tu.
  • Se per caso passate in negozio che vede giocattoli per bambini, fate un po’ caso alla differenza tra i giocattoli destinate alle bambine e quelli destinati ai bambini.
  • A me piace il rosa. E non c’è niente di sbagliato in questo!
Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

  • forse ne abbiamo già parlato ma il bechdel test on mi convince e in ogni caso, “prospettiva maschile” qualunque cosa voglia dire non vuol dire necessariamente maschilismo

    • Acrossnowhere

      Non ho detto infatti che i film a prospettiva maschile sono sessisti né maschilisti. Due dei miei film preferiti sono a prospettiva maschile (Scott Pilgrim vs the world e Back to the future).
      Il problema è quando il 99,9% dei film nelle sale è a prospettiva maschile.
      E il bechdel test serve per sottolineare quante gigantesca proporzione (è ovvio che poi non sia un metodo infallibile, come scrivevo in un post precente, per esempio Il Grinta, a prospettiva femminile, non passa il Bechdel Test)
      Le storie di uomini sono importanti, ma anche le storie di donne devono essere raccontante, perché ce ne sono tante e sono ignorate completamente. Perché nessuno fa un film su Ching Shih (la più importante pirata di tutti i tempi, comandava più di 80000 pirati)? Perché hanno fatto un film su Robert Kearns (che ha inventato i tergicristalli), ma non su Cecilia Payne Gaposchkin (che ha scoperto come sono fatte le stelle) o su Rita Levi-Montalcini? Ho visto “Flash of Genius”, il film su Robert Kearns, ed era interessante, ma mi piacerebbe anche che ci fosse anche altro e sono sicura che un film su Ching Shih sarebbe sicuramente più interessante di qualsiasi “Pirati dei caraibi”.

      Le storie delle donne non fanno bene solo alle donne, che possono trovare nuove eroine e modelli, ma servono anche agli uomini. Se una ragazza appende il poster di Barack Obama o di Ghandi o di qualsiasi altro leader mondiale, nessuno lo troverà strano. Ma se un ragazzo appende la foto di Hillary Clinton? Avrebbe lo stesso trattamento?
      Lo stesso vale per i film.
      La società in cui viviamo adesso ci dice che le donne possono e devono immedesimarsi col protagonista maschile, ma al tempo stesso non insegnamo agli uomini ad immedersimarsi con una protagonista femminile.
      Ed è qualcosa che va cambiato.
      Dobbiamo presentare, al di là di stereotipi (vedi: chick-flick), tutte le persone: maschi, femmine, persone di colore, di diverse culture, di diverso orientamento sessuale, di religione diverse. Mentre al momento ci troviamo di fronte ad un unica rappresentazione, quella di un uomo bianco. Ed è una visione troppo ristretta per un mondo che sta cambiando.
      Dobbiamo raccontare anche altre storie.

      • Il film sulla pirateria femminile cinese mi pare c’è: Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi, ispirato proprio alla piratessa Ching..restando fermo alla cinematografia occidentali perchè non so se il cinema cinese e asiatico se ne sia occupato. Comunque io non vedo affatto questa uniformità (non sono neanche sicuro che prospettiva maschile e femminile siano così diverse)..vedo un sacco di personaggi maschili e femminili protagonisti e non tutti ben caratterizzati, credibili e coerenti col genere di storia e le atmosfere (sì anche una “chick flick” può raccontare una bella storia plausibile nelle caratterizzazioni e nelle dinamiche tra i personaggi..e poi io non trovo che gli “stereotipi” siano sempre il male assoluto..possono avere più o meno dei fondamenti nella realtà e se racconti l’umano devi tenerne conto e scegliere se e quali e come usarli e anche usarli con intelligenza ,magari decostruirli, prenderli in giro. cosa che spesso avviene nelle serie tv nelle sit-com, e nei film americani) Le “altre storie” ci sono eccome se uno le vuol trovare..dire che si vedono solo uomini bianchi è falso sopratutto negli ultimi decenni. Non so gli altri, io non ho problemi ad appassionarmi a storie con protagoniste femminili..non mi serve l’identificazione totale con un personaggio, maschio o femmina che sia, mi basta essere coinvolto e non credo di essere il solo.

        • Acrossnowhere

          Veramente rispetto agli anni 80/90 sono stati fatti dei passi indietro.
          Ma usiamo dei dati veri. Prendiamo i film usciti nel 2012 per esempio.

          Quelli che hanno avuto più successo di pubblico sono stati: Avengers (certo, c’è Black Widow, ma la prospettiva è maschile), Skyfall (prospettiva maschile), The Dark Knight Rises (prospettiva maschile, anche se c’è Catwoman), The Hobbit (prospettiva maschile), L’era Glaciale (prospettiva maschile), Breaking Dawn (anche se ha molti problemi di per sé, è prospettiva femminile), The Amazing Spider-Man (prospettiva maschile), Madagascar 3 (prospettiva maschile), The Hunger games (ecco, questo è un ottimo film con prospettiva femminile e supera anche il Bechdel test), Man in Black 3 (prospettiva maschile).

          Vediamo invece i film che hanno erano nominati agli oscar come “Miglior film”: Argo (prospettiva maschile) ha vinto contro Django Unchained (prospettiva maschile), Il Lato positivo (doppia prospettiva), Lincoln (prospettiva maschile), Les Misarable (direi doppia prospettiva, anche se più maschile), Re delle terre selvagge (prospettiva femminile), Vita di Pi (prospettiva maschile), Zero Dark Thirty (direi che è a prospettiva femminile, ma non sono sicura, in ogni caso è l’unico film nominato diretto da una donna, Kathrying Bigelow, unica donna a vincere l’oscar per miglior regista. Nel 2010), Amour (prospettiva maschile).

          Altri film con altre nomination: The master (Joacquin Phoenix è nominato all’oscar come attore protagonista, il film è a prospettiva maschile), The Impossibile (Naomi Watts è nominata come miglior attrice protagonista, è un film a prospettiva doppia), The Session (Helen Hunt è nominata come attrice non protagonista, il film è a prospettiva maschile), Moonrise Kingdom (nominato per migliore sceneggiatura originale, è a prospettiva doppia), Flight (nominato per miglior sceneggiatura originale, è a prospettiva maschile), Ribelle (miglior film di animazione, è a prospettiva femminile ed è estremamente ben fatto. Tutti gli altri film di animazione nominati sono a prospettiva maschile), Biancaneve e il cacciatore (nominato per migliori effetti speciali, ha una doppia prospettiva), Phrometeus (nominato per migliori effetti speciali, ha una prospettiva maschile), Anna Karenina (nominato per migliori costumi, ha prospettiva femminile).

          Quindi tra i film più visti e quelli più premiati del 2012, solo 6 film su 28 sono a prospettiva femminile (circa il 21%).

          Se guardo TUTTI i film usciti nel 2012, la percentuale è sempre più o meno la stessa (ho basato la mia ricerca sui film usciti al cinema negli USA).

          Gennaio: sono usciti 14 film, 5 dei quali a prospettiva femminile

          Febbraio: 15 film, di cui 1 a prospettiva femminile

          Marzo: 24 film, 4 a prospettiva femminile

          Aprile: 25 film, 3 a prospettiva femminile

          Maggio: 19 film, 4 a prospettiva femminile

          Giugno: 23 film, 4 a prospettiva femminile

          Luglio: 18 film, 2 a prospettiva femminile

          Agosto: 24 film, 5 a prospettiva femminile

          Settembre: 25 film, 5 a prospettiva femminile

          Ottobre: 23 film, 2 a prospettiva femminile

          Novembre: 19 film, 1 a prospettiva femminile

          Dicembre: 21 film, 1 a prospettiva femminile

          Non ho contato i film a doppia prospettiva, che ce ne erano ma che rimangono una minoranza. Aggiungo anche che non c’è un giudizio sulla qualità dei film (alcuni di questi sono film horror, in cui si vede la donna stare in reggiseno e correre disperata per salvarsi dal killer: film che, anche se a prospettiva femminile, comunque farei a meno. Anche Breaking Dawn che a prospettiva femminile fa più male che bene).

          Questo è solo un fatto di numeri.

          Inoltre è importante notare che la maggior parte dei film usciti nel 2012 sono film che hanno protagonisti bianchi. I film con attori di colori (neri, asiatici, latini, nord-africani) sono pochissimi. E se parliamo di film a prospettiva femminile con donne di colore, il numero si riduce a 3: Re delle terre selvagge, Joyful Noise e l’ultimo film di Jordin Sparks.

          Insomma i numeri sono questi.

          • a me questa storia della prospettiva maschile e femminile non mi convince per niente, anche se non c’entra nulla col maschilismo ci vedo troppo politically correct, che impedisce di vedere l’opera nella sua complessità: in Skyfall e Batman ci sono ottimi personaggi femminili (M/judi Dench è praticamente la vera protagonista femminile di Skyfall e il Bond di Craig è veramente il solo che non mi fa rimpiangere Connery), ben caratterizzati e anche in The Sessions, Avengers e altri film..mi spiace ma a me questo metodo di valutazione non convince manco per niente. Persino in Django Unchained (grande film!), Kerry Washington è riuscita a dare spessore e verità ad un ruolo forse non molto sviluppato a livello di sceneggiatura (del resto non tutti i personaggi si possono sviluppare allo stesso modo) ma comunque ben scritto (è Tarantino!) a dimostrazione che non esistono piccoli ruoli, ma solo piccoli attori e lei non lo è (e comunque sarò un romanticone ma trovo che il fulcro di Django, il motore sia proprio la storia d’amore..e lo trovo fantastico a prescindere da tutte le prospettive). Quanto all’horror…a parte il fatto che la sequenza della bella in reggiseno inseguita dal killer è stata decostruita, parodiata, presa in giro, praticamente demolita in decine di scary movies assieme ad altri clichè..io ti dirò che pure il clichè non mi da’ fastidio se viene usato con intelligenza, se è coerente con la trama e l’atmosfera.e no non ci vedo maschilismo neanche nella ragazza (ne ricordo ben poche solo in reggiseno, a dire il vero) inseguita dal killer (che comunque uccide uomini e donne)..è una sequenza tipica dell’horror e ci sta…ti sembrerà strano forse ma io non vedo sessismo nemmeno in un film come American Pie. Insomma,sulle storia della prospettiva con tutto il rispetto per i numeri, io resto della mia idea..per me la pluralità di personaggi c’è se guardo al cinema nel suo insieme..se poi si vogliono le quote etniche e di genere (ma personaggi femminili ben fatti, protagonisti e non, ci sono eccome) pure nelle trame..io sono perplesso,per me l’importante è avere buone storie con personaggi che funzionano e le cui dinamiche sono credibili e coerenti col genere di storia