Utilizzare Twitter nel modo giusto

La crescita di Twitter è senza pausa. Non posso dirvi i motivi del successo, ma posso condividere con voi le ragioni per cui è uno dei miei social preferiti. Twitter è facile da usare, immediato, si presta bene ad essere usato su Mobile perché è un social “leggero”, la pubblicità c’è ma è ragionevole, è un social “aperto”, perfetto per conoscere nuove persone che condividono i tuoi interessi e le tue idee. Ho cominciato ad usare Twitter a Marzo 2009 per curiosità. Inizialmente ci sono rimasta per due motivi: migliorare il mio inglese (italiani ce ne erano pochi al tempo) e migliorare le mie capacità di sintesi (sono sempre stata prolissa, nel caso non ve ne fosti accorti). Poi ho iniziato a conoscere nuove persone e Twitter è cominciato a diventare parte del mio lavoro e il resto è storia.
Proprio perché Twitter è parte integrante del mio lavoro, ne parlo spesso e cerco sempre di dare nuovi consigli per utilizzarlo al meglio, sia che voi lo usiate per vostro diletto o che vogliate utilizzarlo per lavoro. In passato Twitter è stato oggetto di diverse controversie, il che è un bene per me, perché mi da modo di dire “vedete, questo è ciò che NON dovete fare”.

Ascoltate sempre Boromir!

Ascoltate sempre Boromir!

Twitter al meglio in 3 punti

Si deve cominciare in qualche modo, ma ci sono delle cose che è bene sapere dall’inizio. Ancora prima di sapere com’è strutturato Twitter, dovete chiedervi se è il social che fa per voi.

  • Se non hai niente da dire, non avrai niente da Twittare. Twitter è una tipologia di social che richiede un aggiornamento di un certo rilievo: devi avere qualcosa da dire per essere su Twitter.
  • Su Twitter si chiacchiera. Creare conversazione è molto importante. I Retweet, le mention e le “stelline” sono strumenti fondamentali di Twitter.
  • Prima di Twittare, pensa. Le nostre mamme ci dicevano di pensare prima di parlare. Su Twitter bisogna stare molto attenti a quello che si dice, perché “verba volant, scripta manent”

I Social Media Fail di Twitter

Uno dei peggiori incubi di un Social Media Qualcosa, ma in particolare di un Community Manager, è ritrovarsi in un Social Media Fail. Cosa sono i Social Media Fail? Semplice: casini da quali è difficile uscirne. Se le grandi aziende (e quando dico grandi, voglio dire immense come Coca-Cola, P&G, Pepsi) possono tutto sommato superare i fail senza troppi problemi, lo stesso non vale per le piccole aziende che rischiano molto di più. Ma quali sono stati i grandi casi di Social Media Fail su Twitter?

  • Il Social Media Fail più vicino a noi è sicuramente quello di Groupalia e di Brux dell’anno scorso in occasione del terremoto in Emilia. Lo conosciamo tutti, ne hanno parlato i giornali. Quindi non mi ci soffermerò più di tanto.
  • Un caso similare a quello di Groupalia è quello di CelebBoutique che utilizzò il trends “Aurora” per sponsorizzarsi, ma “Aurora” era tra i trends per via della sparatoria al cinema.
  • Sulla stessa lunghezza d’onda anche American Apparel e Gap che sfruttarono l’uragano Sandy per consigliare lo shopping online.
  • Sono diversi i casi in cui le persone che Twittano per le aziende hanno confuso il loro account personale con quello aziendale, provocando danni più o meno gravi. Ricordi in particolare Microsoft (il Tweeter criticò Ann Coulter. A sua discolpa Ann Coulter è feccia) e KitchenAid (il Tweeter disse che la nonna di Obama morì tre giorni prima della sua elezione, perché sapeva che sarebbe stato uno schifo. Eh già). Una cosa del genere successe anche alla Croce Rossa (@RedCross) ma se la cavarono alla grande!

Tweet Programmati – Pro e Contro

Ci sono programmi  che permettono di poter programmare i tweets, il che ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Il programma che uso per Twitter è Hootsuite, che non solo mi da la possibilità di programmare i miei tweets, ma è una dashboard che mi permette di tenere d’occhio mention, retweet e mi permette di avere un report della mia attività. Oltre a Twitter con Hootsuite possono anche gestire il mio profilo e le mie pagine facebook e le pagine Google+.
Ma torniamo ai tweets programmati: io non sono tanto amante dei tweet programmati, ma al tempo stesso li trovo essenziali.

Pro

  • I Tweets programmati mi permettono di gestire il flusso di notizie, in modo da non mandare 20 tweets uno dietro l’altro
  • Conseguentemente posso essere presente anche quando in realtà sto facendo dell’altro (come ad esempio lavorare)

Contro

  • Mettiamo che stasera programmo un tweets su quanto siano teneri e coccolosi i bradipi. Mettiamo che cinque minuti prima che il mio tweet sia lanciato, le agenzie di stampa riportino che un’orda di bradipi inferociti ha attaccato una città, facendo centinaia di vittime. Ecco. Problema. Il tempismo è tutto sui social, nel bene e nel male. Tempismo che si perde con la programmazione di Tweets
  • Stare su twitter è l’unico modo per poter essere certi di far parte della conversazione. Se si lanciano soltanto tweet programmati si perde una parte importante dell’esperienza di twitter e si appare come “robot”.

Alla fine tutto sta al buon senso. Usare i tweets programmati aiuta moltissimo, specialmente chi ha molte cose da condividere e poco tempo per farlo, ma su Twitter c’è anche il bisogno di partecipare, quindi ogni tanto bisogna esserci.

Twitter Apps

Per finire parliamo delle App di Twitter. Ce ne sono diverse a seconda degli usi. Come consiglio personale spassionato vi chiedo di evitare le app che twittano al vostro posto. Ve lo dico con tutto l’amore possibile: ai vostri followers non interessa sapere quanti followers avete perso né il vostro oroscopo.
Vi consiglio alcune delle mie app preferite, consigliatemi le vostre nei commenti.

  • Eferm – E’ l’applicazione che cancella i tweet dopo un certo periodo di tempo.
  • Vine – Vine è un applicazione che è stata acquistata da Twitter e che permette di fare video da sei secondi. La usano in molti, ma io ancora non ci ho trovato un’utilità per me.
  • Storify – Permette di creare storie di quello che succede nei Social Media. Se siete interessati, Roberto fa un sacco di storify nel suo blog.
  • Muuter – Con questa app è possibile “zittire” per certi periodi di tempo gli utenti che seguiamo. Praticamente è come se le defollowissimo per un po’. Utile per gli spoiler
  • TwitCleaner – Per “pulire” i tuoi following da persone che non sono attive da un po’ di tempo o da spammer
  • Pay with a Tweet – Un metodo di “pagamento” sempre più utilizzato.
  • Instagram – Sono un po’ ossessionata (a tal proposito, se volete ridere vi consiglio “Look at this instagram“. E’ una delle mie cose preferite di sempre)
  • Echofon – E’ l’applicazione per Smartphone che uso per controllare Twitter dall’iPhone. E’ una delle mie preferite.
  • Klout & Kred – Sono applicazioni che misurano l’influenza in rete, ma vanno presi con le pinze, come ci ricorda Shonel nel suo post sull’argomento, diciamo che Klout e Kred ci possono dare un’idea di ciò che stiamo facendo

Questo è tutto, cari amici! 🙂

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management.
Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

  • Sternflammende

    A me twitter piace per la sua sobrietà e perché, come tu stessa dici, mi permette di chiacchierare liberamente di argomenti che mi interessano. Manca poi quella componente voyeuristica caratteristica di facebook che, tra foto taggate et similia,alla lunga mi ha proprio stufata.

    Poi va beh, su twitter ci sono quelle twitstar che parlano da sole aspettando di essere idolatrate dal loro séguito. Sono così ridicole che non posso fare a meno di leggere le loro elucubrazioni 😀

  • Ricordo che, appena dopo l’attentato di Boston, molti brand locali bloccarono i tweet schedulati per non creare imbarazzi.
    La schedulazione dei tweet può essere senz’altro utile anche quando più persone di un social media team vogliono condividere uno stesso tweet ma non contemporaneamente.
    Un altro servizio per gestire la schedulazione è Buffer.
    Ciao e…grazie per la citazione 🙂

    Roberto

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