I Blocker per gli AdBlocker: riflessione

Quattro anni fa circa sono capitata su un sito di news. Appena entrata sul sito è partito un video autoplay pubblicitario e al tempo stesso un banner sonoro. Al tempo ero in ufficio e lavoravo con un Mac che andava a carbonella. Fu troppo per lui. Si bloccò tutto e dovetti fare un riavvio d’urgenza. Fu allora che decisi di installare Adblock Plus dal computer di ufficio.

Tre anni fa dal mio computer di casa cercai la ricetta della torta di mele.
Fu in questo momento che decisi di installare Adblock Plus anche sul portatile e sul computer di casa. La situazione con la pubblicità online è francamente diventata insostenibile.

La ricetta della torta di mele c’è ma non si vede. E’ bloccata da quel banner/pop-up video di Città Celeste

La pubblicità sul web è un problema e un’opportunità

So bene che per molti siti web la pubblicità è importante, per questo spesso disattivo Adblock (Il Post e Netflix Lovers sono nella mia whitelist). Ho già parlato spesso dell’argomento. Ho più volte detto che dobbiamo trovare nuovi modi per monetizzare. La pubblicità, soprattutto quando ben targhetizzata, è utile, è una risorsa e un’opportunità. Non dobbiamo però dimenticare che la nostra pubblicità può dare fastidio, perché sostanzialmente stiamo interrompendo la navigazione di un utente.

Torniamo alla mia torta di mele. Ho cercato la ricetta e mi sono ritrovata di fronte “Città Celeste” che è incredibilmente invasiva, che non c’entra niente con la mia ricerca (la ricetta torta di mele), che non mi interessa.
La mia risposta a Città Celeste è stata quella di uscire dal sito e installare Adblock, prima di cercare di nuovo “Ricetta torta di mele”.
Questa cosa non va bene per nessuno. Città celeste ha perso soldi, il sito web della ricetta ha perso un utente, io ho perso tempo. Stiamo perdendo TUTTI in questa situazione.

La pubblicità su Mobile

La pubblicità troppo invadente ha creato un bisogno, il bisogno di Adblock. Gli utenti che navigano con Adblock Plus o altri strumenti similari sono molti di più. Anzi, ora abbiamo un problema in più: il mobile.
Quanti di voi hanno toccato per sbaglio un banner da mobile e si sono abbonati a qualche servizio? Certo, possiamo disattivare subito qualsiasi cosa, ma intanto abbiamo perso 5 euro (minimo).

Insomma, invece di capire cosa ha portato all’esasperazione gli utenti del web e agire di conseguenza, facendoci magari un simpatico esame di coscienza, abbiamo semplicemente spostato la pubblicità e l’abbiamo fatta diventare più irritante. Come se non ci fossero già decine di app che bloccano le pubblicità. E’ solo una questione di tempo: gli utenti bloccheranno la pubblicità anche su mobile.

I blocker per gli Adblocker

Ultimamente il problema degli adblocker si è fatto così forte che molti siti web chiedono di disattivarli. In alcuni casi credo che sia una buona soluzione. Su Netflix Lovers un messaggio, discreto, mi ha chiesto cortesemente di disattivare Adblock. L’ho fatto e non me ne sono pentita: i banner pubblicitari sul sito non sono eccessivi.
Detto questo… story time!
L’altro giorno su Facebook ho visto una notizia sulla Sampdoria. Non sono riuscita a capire se fosse qualcosa di vero o una bufala, quindi, come sempre quando in dubbio, sono andata su Google. Calciomercato.com parlava della cosa, quindi ho aperto il sito per capire meglio. Solo che, avendo installato Adblock, il post era bloccato.

Indovinate un po’ cosa è successo? Non ho tolto l’adblock e sono uscita dal sito. Vi spiego perché.

  • Forzare la mano nel mio caso non funziona, anzi mi allontana
  • Non potendo accedere al contenuto, non so se effettivamente calciomercato.com si “merita” di essere nella mia whitelist
  • La risposta a ciò che cercavo era nel titolo dell’articolo (era una notizia vera, non una bufala)
  • Di siti come calciomercato.com ce ne sono decine. Posso tranquillamente trovare le notizie che mi interessano da un’altra parte

Conclusioni

Con i blocker degli ablocker non si sta curando la malattia, ma solo un sintomo. E’ un circolo vizioso.
Dobbiamo cambiare la nostra prospettiva. Perché le persone installano Adblock? Dobbiamo rispondere a questa domanda e da lì costruire un web differente. La bolla prima o poi scoppierà, se non si fa attenzione. E allora ci ritroveremo in una nuova era DotCom.

Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

  • Michela Magri

    “Non potendo accedere al contenuto, non so se effettivamente calciomercato.com si merita di essere nella mia whitelist” – Sicuramente calciomercato non si merita un utente come te, facessero tutti cosi chiuderebbe domani come tutte le altre decine di siti come calciomertato.com

    “Forzare la mano nel mio caso non funziona, anzi mi allontana” – La redazione di Calcimercato.com festeggia quando un utente con adblock non torna più. E’ come se un commerciante avesse un negozio e gli chiedessero se contento di persone che entrano, consumano e escono senza pagare.

    Calciomercato.com campa con la pubblicità, come il negoziante con i prodotti che vende.
    …ah dimenticavo… chi dal negozio esce senza pagare a casa mia si chiama LADRO… e qua non si tratta di genovesi braccine corte…

    • Ciao Michela, mi dispiace ma come ho scritto sono in disaccordo. Tu hai usato l’esempio di Calciomercato ma io ti segnalo anche le altre storie che ho raccontato, cioè quelle di Netflix Lovers. Anche Netflix Lovers guadagna con la pubblicità, ma non blocca il contenuto a chi ha Adblock: chiede però di aiutare e di essere messo in whitelist (cosa che ho fatto).
      Per usare la tua metafora dei negozi: è come se stessi per entrare in un negozio e il negoziante non mi facesse entrare senza che io gli prometta che io compri qualcosa. Come faccio a saperlo se non so se quello che vende effettivamente mi interessa?

      In più non affronti il problema principale: ovvero che c’è troppa pubblicità ovunque e che questo sta dando fastidio al tuo utent. Spesso è troppo invasiva. Molte volte è mal targhetizzata (ho beccato due volte nell’ultima volta due pubblicità della Special K su Youtube, la stessa che va in onda in televisione: mi mettono in targhet solo perché sono una donna di trent’anni).

      L’adblock non è nato a caso, è nato perché c’è stato un bisogno. Avevo dei forum che campavano con la pubblicità (questo è andato avanti dal 2002 al 2008) e Adblock è arrivato dopo. Cos’è cambiato? Che ad un certo punto la pubblicità è diventata un problema. Fare i blocker per gli adblock non aiuta. Curi un sintomo, non la malattia.

      Sono anni che lo dico: la pubblicità in questo modo è una bolla e prima o poi esploderà. Non è un caso che i siti stranieri (tipo Buzzfeed, forse il caso più emblematico) stiano investendo molto su storytelling e native advertising.

    • P.S. Non so cosa tu faccia, ma io mi occupo di web marketing e anche di pubblicità online (Adwords e Facebook Ads in particolare). Essere critici del sistema è l’unico modo per assicurare che chi investe in ads abbia la possibilità di avere un ROI. Se non c’è ROI, perché siamo di fronte ad un mercato saturo, non ci saranno persone ad investire e quindi davvero i siti non guadagneranno più nulla.

      • Michela Magri

        Che domande.. ho un’azienda agricola fra Loano e Pietra ligure 😀