Category Archives: Roba da Geek

La legge sui Cookies – Parte 2

Legge sui cookies come mettersi a norma

La Legge sui Cookies – Parliamone

La legge sui Cookies del garante della privacy entrerà in vigore il prossimo due giugno. Siamo ancora tutti in alto mare.
La domanda che molti mi fanno è: come ci si può mettere a norma? Che è un po’ una domanda trabocchetto, perché per capire come mettersi a norma bisogna capire quali sono i cookies generati dal vostro sito.
La stragrande maggioranza dei siti web ha in essere solo cookies tecnici e cookies di terze parti. Il grosso problema della legge italiana, rispetto a quello europea, sta in questo. Secondo la legge italiana i cookies di profilazione, anche quelli di terze parti, vanno bloccati fin al consenso dell’utente, consenso che può essere effettuato non solo cliccando su “Accetto” sul banner, ma che può essere dato facendo un’azione sui siti web (scrollando, cliccando, etc).

Oltre al blocco preventivo dei Cookies, c’è la questione del banner. Ne ho visti diversi, di banner, ma quasi tutti sono fuori norma. Il banner deve essere in evidente discontinuità col sito. L’utente deve notarlo. Non va nascosto. Lo scopo del banner è informare l’utente che il sito in cui si trova utilizza cookies di profilazione. Nel banner dovrà essere inserito anche un link alla privacy policy in cui viene nel dettaglio specificato quali sono i cookies che vengono utilizzati dal sito e i link alle rispettive privacy policy dei siti di terze parti.

Tecnicamente per fare il blocco preventivo dei Cookies ho trovato due plugin. Il primo, che mi sembra abbastanza completo, è CookieBot che ha un costo che parte dai 4 euro al mese e arriva fino ai 29 euro al mese a seconda del numero di pagine che ha il sito web.
In alternativa è stato sviluppato un plugin per WordPress che si chiama Dynamic Cookie Blocker, ha un costo decisamente più accessibile: 25 euro una tantum per sito web, ma se ne avete molti siti web ci sono dei pacchetti con diverse licenze che costano meno. Dynamic Cookie Blocker è stato sviluppato in Italia e conosco, di fama, una delle persone che ci ha lavorato.
E’ importante dirvi che né CookiesBot né Dynamic Cookie Blocker generano la policy. Per quella il consiglio è quello di rivolgersi a Iubenda, partner tecnico del garante, al costo di 19 euro l’anno.

Edit del 25/05: io scelgo Dynamic Cookie Blocker

Ho valutato attentamente dal punto di vista tecnico i vari servizi disponibili per il blocco dei Cookies, compresi, oltre quelli citati, Iubenda che offre una sua soluzione apposita e i gratuiti Italy Cookies Choice e Cookie Consent.
Alla fine sono arrivata alla conclusione che il migliore, il più facile da usare e il più completo sia Dynamic Cookie Blocker che è quello che sceglierò per me. Con il sistema Dynamic Cookie Blocker posso pure tenermi Adsense senza difficoltà, perché non va a modificare il codice.
Per tutti i siti al di fuori di WordPress che hanno problemi solo con la questione Cookie di terze parti generati da Social e da Analytics consiglio invece Cookie Consent. In alternativa, per una protezione maggiore, c’è CookieBot che forse è più completo, considerando che fa anche il controllo Cookie. Il problema di Cookie Consent e CookieBot (e anche di Iubenda) è che i loro sistemi di blocco cookie sono da implementare a mano ed è un processo lungo e noioso (inoltre comunque inutile per Adsense: non si può modificare il codice di Adsense)
Per quanto riguarda Italy Cookie Choice: se funzionasse sarebbe una figata. Ha qualche problema, ma per il futuro potrebbe essere una bella sorpresa.

Aggiungo anche ho sentito vociferare che ci sarà un incontro tra Adsense Italia e il garante della privacy questa settimana. Possibili novità? Vi terrò aggiornati.

Ricordo comunque che queste ovviamente sono, come si dice a Genova, “tapulli”, ovvero tappabuchi. Si tratta di soluzioni fai-da-te e sostanzialmente automatizzate, per cui c’è sempre un rischio di non essere effettivamente a norma. Per essere certi di essere in regola a mio avviso bisogna rivolgersi ad un programmatore che vi analizzi il sito web e vi individui i cookies, quindi rivolgersi ad un avvocato per capire cosa fare di questi cookies e quindi poi di nuovo si ritorna dal programmatore con le direttive per i cookies.

Tutto questo sempre considerando una situazione comunque lineare, il cui problema è rappresentato solo da Cookies di terze parti. In caso il vostro sito generi cookies di profilazione propri allora la cosa diventa più delicata, visto che c’è anche la comunicazione al garante e i 150 euro di costo di segreteria. In questo caso le sanzioni sono molto più alte (si parte dai 20.000 euro)

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Acrossnowhere

About Elisa Acrossnowhere

Sono nata nel 1986 e sono connessa ad internet dal 1999. Lavoro con il Web ma non è una semplice occupazione, è una vera e propria vocazione. Mi definisco una Factotum del Web-Marketing, in particolare mi occupo di SEO e Community Management. Ero una nerd prima che fosse una cosa cool, porto gli occhiali perché sono miope e nel tempo libero mi piace leggere e scrivere.

Lucca Comics and Games 2014

lucca comics and games 2014

LA GGGGENTE

Ho dovuto assentarmi dal blog per motivi personali, ma ho in mente alcune cose da discutere con voi nei prossimi giorni, intanto però beccatevi il mio annuale resoconto del Lucca Comics and Games.

L’edizione dei 40 minuti

Dopo essere andata a letto all’una e mezza, la sveglia è suonata alle 5 e alle 6.30 ero già in autostrada in direzione Lucca. Sono arrivata qualche minuto dopo le otto, il che è stato positivo. Ho trovato posteggio esattamente dove avevo lasciato la macchina l’anno scorso e in biglietteria ho fatto solo quaranta minuti di coda. E’ stata la giornata dei quaranta minuti in effetti. Ho fatto quaranta minuti di coda in un bar per usufruire del bagno. E ho fatto 40 minuti di coda per fare i tre chilometri che mi separavano dal mio posteggio all’autostrada. Ah mi dimenticavo di dirvi: sono andata sabato 1 Novembre. Sì. Era terribile esattamente come potete immaginare

GGGGENTE che usciva dalle fottute pareti

Erano previste 100.000 presenze a Lucca sabato scorso. Sembravano molte, ma molte di più. Ho già detto che il Lucca Comics and Games è molto frequentato, ma quest’anno era al di là di qualsiasi esperienza precedente. Sono riuscita solo a dare un’occhiata allo stand Games e allo stand Montenapoleone. Ed è già stato tanto.

Ovviamente non sono riuscita ad incontrare Shy (perché ha tirato il pacco al raduno gentaglia), ho intravisto ZeroCalcare (credo) ma non sono riuscita ad avvicinarmi e penso che da qualche parte ci fosse pure Scottecs ma forse era un miraggio. In giro c’era anche il Sindaco di Mondo di Nerd e credo che, visto una foto che ha postato, ad un certo punto fossimo vicini, ma nulla.

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7 Cose che il Web e i Social hanno cambiato per sempre

Sì, sto costruendo articoli stile Buzzfeed.
In realtà oggi avevo voglia di scrivere un articolo leggero, perché siamo a fine settimana. In più trovo interessante vedere quanto è cambiata la nostra realtà negli ultimi anni. Senza contare che è pur sempre la settimana del compleanno del Web e quindi questo articolo capita a fagiolo.

La differenza

La differenza

N.1 – Le Pagine Bianche/Gialle

Ogni anno appaiono nei nostri portoni e ogni anno ci stupiamo che esistano ancora. Si parla ovviamente delle pagine bianche e delle pagine gialle. Inutili ammassi di carta che o vengono buttati via subito oppure stanno per qualche mese in un angolo della vostra libreria prima di essere buttate. Gli unici che le conservano sono le persone anziane e gli hoarder. Mio nonno, per esempio, che appartiene ad entrambe le categorie di cui sopra, ha delle pagine bianche del 1996 di Napoli (la cosa è ancora più sorprendente visto che viviamo a Genova).

Non è che il web ha cambiato le Pagine bianche e le pagine gialle: il web le ha proprio distrutte. Anche le loro versioni online sono ormai obsolete. Quando vogliamo cercare una persona per stalkerarla ci sono buone possibilità di trovare informazioni su Facebook. Altrettanto vero è che cerchiamo un prodotto o un servizio passeremo prima di tutto da Google che ci trova sempre ciò che cerchiamo.
(Wikipedia ha ucciso le imgombranti enciclopedie)
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Le migliori pubblicità del SuperBowl

Ciao amici! Ieri sera è andato in onda, come ogni anno, il SuperBowl, l’evento sportivo che gli americani aspettano con più ansia. Hanno vinto i Seattle Seahawks sui Denver Broncos. Ma chi si occupa di comunicazione e marketing aspetta i Super Bow per un altro motivo: le pubblicità. Trasmettere uno spot durante il Super Bowl significa spendere milioni di dollari e quindi i pubblicitari devono cercare di conquistare il pubblico al meglio, devono dare il massimo possibile.
Ho guardato tutti gli spot ovviamente e ho fatto una nota di quelli che ritengo migliori e ora voglio condividerli con voi, spiegandovi perché mi piacciono. Cercherò di essere esaruiente.

Duracell – Trust Your Power

Perché mi piace? – Questo spot racconta la storia di Derrick Coleman, uno dei giocatori dei Seattle Seahawks, che è sordo da quando aveva tre anni. E’ una storia di rivincita e ho sempre amato le storie di underdog. Questo è un ottimo esempio di storytelling.

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Medium: Un (altro) nuovo modo di far blog

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C’è una nuova piattaforma di blog in città e il suo nome è Medium. Nato nell’agosto del 2012, è un progetto sviluppato dai due dei fondatori di Twitter, Evan Williams e Biz Stone, e potrebbe essere quel qualcosa che mancava tra i blog tradizionali (WordPress, Blogger) e Tumblr. Devo ammettere che prima di provarlo ero dubbiosa. Cosa me ne faccio di un’altra piattaforma blog? Ho questo blog, ho Tumblr, ho diversi social che mi lasciano esprimere opinioni di diversa lunghezza… mi serve davvero Medium? La risposta è sì e ha sorpreso anche me.

La semplicità di Medium

Quando parlo di Tumblr, tendo sempre a sottolineare quanto sia facile: ci vogliono cinque minuti per iscriversi e cominciare a postare. Ecco. Medium è molto più semplice. Serve solo iscriversi e poi cliccare su “New Post” e mettersi a scrivere. Questo è un punto di forza. Ma vediamo nel dettaglio tutto ciò che c’è da scoprire su Medium, okay?

Il Pannello di Controllo

  • Home – Ti rimanda alla Home
  • Tuo NickName – Ti rimanda alla pagina con i tuoi post e c’è l’icona che porta nei settings (i settings più facili che abbia visto)
  • Nuovo Post – Medium è ancora in versione beta, quindi non tutti hanno accesso a queste opzioni
  • Bozze
  • Bookmarks – Si possono salvare gli articoli che ci interessano come “bookmark”, più sotto vi spiegherò come
  • Stats – Le statistiche dei tuoi post

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Google Glass [Opinione] – Be Human

Buongiorno a tutti e ben ritrovati su questi lidi. Avete passato un buon Maggio? Spero di sì. Sì, è da tanto che non scrivo sul blog, me ne rendo conto. Oggi sono qui a parlare dei Google Glass, perché lo so che stavate aspettando la mia opinione in merito: vi immagino tutti in trepidante attesa!
Bene, quindi niente più indugi che è ora di cominciare.

Google Glass – Computer indossabili

google-glass

C’è un “Moustache Code” per indossare i Glasses

I Google Glass vengono definiti come “wearable computer”, cioè computer che si possono indossare. I Google Glass sono in pratica smartphone attivabili vocalmente che sono fatti a forma di occhiali e quindi indossabili.
L’idea vi sembra appetibile?
Lo è.
E’ dagli orologi Casio che cerchiamo un modo per poter indossare tecnologia, per poterla avere direttamente adosso.
Una delle cose che più apprezzo dei Google Glass è il fatto di poter scattare foto senza doversi fermare e tirare fuori la macchina fotografica o il telefono.

Be Human

Qualche sera fa sono uscita con alcuni amici, ad un certo punto, ho parlato dello “Spaglish” e, siccome non sapevo spiegare bene cosa fosse, ho preso lo smartphone e mi sono connessa a Wikipedia. Poi, una volta capito cos’era lo Spaglish, ho rimesso il telefono nella sua custodia e ho continuato a discutere. Lo smartphone è una cosa utile, se è usato in un certo modo.
Uno dei consigli che viene ripetuto più spesso da chi fa social media marketing è: sii umano.
Cosa significa essere umani?

  • Quando stai parlando con un’altra persona, devi darle attenzione.
  • Quando sei a cena con delle persone, devi essere presente anche mentalmente e non solo fisicamente
  • Quando stai guardando, la tua concentrazione deve essere sulla strada: messaggi, email, whatsapp e chiamate possono aspettare.

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Un mondo senza internet

Come sarebbe il mondo senza internet?

Come sarebbe il mondo per me se internet non fosse mai esistito?
D’istinto vi direi che, se internet non fosse mai esistito, probabilmente sarei un chirurgo.
Quando ho cominciato il liceo scientifico, la mia intenzione era quella di iscrivermi poi a medicina. Il problema è che in quello stesso periodo ho scoperto il world wide web e mi sono distratta un attimo, tipo per 13 anni.
E’ probabile comunque che le mie vere inclinazioni sarebbero venute fuori comunque, anche senza il web, e probabilmente non sarei diventata comunque un chirurgo, ma avrei scritto due o tre romanzi.
Senza internet forse avrei potuto anche avere una vita sociale, magari una relazione… Sicuramente leggerei di più. Ultimamente, avendo più lavoro (yai per il lavoro), ho anche meno tempo e la lettura è la cosa che sto sacrificando di più, leggo comunque più dell’italiano medio, ma non è abbastanza per qualcuna che divorava libri come caramelle.

Le parole che ci terrorizzano: niente connessione.

Le parole che ci terrorizzano: niente connessione.

In ogni caso internet esiste ed è stata una fortuna che il web sia diventato il mio lavoro, perché ci perdo dietro un sacco di tempo. D’altra parte però bisogna contare che il web è quella cosa che mi ha fatto conoscere un sacco di persone che sono diventate estremamente importanti nella mia vita, persone che condividevano i miei interessi. Inoltre, come avevo già accennato in passato, io sono una persona estremamente introversa. Lo so, è difficile a credersi. Per tutta la mia vita ho dovuto superare i miei limiti per cercare di essere adatta ad un mondo creato su misura per gli estroversi. Internet però era diverso, internet mi ha dato una voce che altrimenti non avrei avuto.

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